Sara aggredita da Patuano una settimana prima del delitto

Sara aggredita da Patuano una settimana prima del delitto

La ragazza, una settimana prima del delitto, sarebbe stata maltrattata dall'ex Paduano.

Per questo motivo il procuratore aggiunto Maria Monteleone ed il sostituto Maria Gabriella Fazi hanno disposto accertamenti, compresi quelli gps per ricostruire i movimenti dell'indagato, al fine di verificare se il loro sospetto sia fondato. "La bottiglietta di alcool me l'ero procurata per fare danno a cose, non persone, nella specie la macchina di Alessandro (il nuovo fidanzato di Sara Di Pietrantonio, ndr)".

Oltre alla confessione dell'uomo, ad incastrare Paduano ci sono stati anche i video delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei parenti della ragazza e di due persone che passavano in moto al momento del fatto accaduto sulla via Magliana. Aggravanti che fanno rischiare a Paduano una pena pesantissima, anche se non c'è l'aggravante della premeditazione, fino all'ergastolo o, se sceglierà l'abbreviato e dunque lo sconto di pena, fino a 30 anni.

"Ho perso la testa".

Paduano poi ha spiegato anche perché quella sera aveva lasciato sul posto di lavoro il telefono in carica. E ancora: "Li ho visti insieme, poi non so, non ricordo più nulla".

Ma Sara era spaventata da qualcosa di più di un gesto intimidatorio e aveva confidato a un'amica di aver paura che lui potesse entrare nel suo profilo facebook e leggere le sue conversazioni private. Inoltre "il corpo di sarà fu volutamente bersaglio del gesto compiuto da Paduano non si sporcò accidentalmente di alcol e al miccia non fu una sigaretta che si accese". Sono scappato, mi vergognavo.

Al che la madre si era complimentata con la figlia per "la pazienza e la maturità dimostrata nell'affrontare il suo ex fidanzato".

Un fermo immagine tratto da un video della polizia mostra Vincenzo Paduano, accusato di avere ucciso l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, trovata carbonizzata ieri a Roma, mentre viene portato fuori dalla questura di Roma, 30 maggio 2016. Un delitto che è balzato subito agli onori della cronaca per la sua efferatezza e che certamente sarà ancora per molto tempo al centro di tanti dibattiti. Lo dicono i vicini di casa della famiglia Paduano che oggi è blindata da un dolore che è anche sgomento per un figlio, un fratello, un nipote capace di tanto orrore.

"Un ragazzo come tutti gli altri". E' il racconto di Vincenzo Paduano al giudice Paola Della Monica.

Ma davvero Vincenzo assume cannabis? Me ne sono andato.

"Sono molto vicino alla mamma di Sara, capisco cosa significa perdere un figlio così... a 22 anni non si può morire così". È uno degli elementi che compaiono nell'ordinanza.