Resistenza passiva, batteri e antibiotici: Report del 29 aprile 2016

Resistenza passiva, batteri e antibiotici: Report del 29 aprile 2016

La politica mondiale ha lanciato un allarme "sull'apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione" di cui si è anche occupata la trasmissione televisiva Report.

Da quanto è emerso infatti una delle cause principali della nascita dei batteri resistenti agli antibiotici sarebbero gli allevamenti intensivi; in essi infatti arriva il 70% degli antibiotici prodotti al mondo. L'Unione Europea tanto per fare un esempio ha analizzato le viscere degli avicoli al macello provenienti dalle allevamenti intensivi e vi ha trovato percentuali di batteri resistentissimi, un dato davvero molto preoccupante. Report ha fatto analizzare trenta confezioni di carni suine comprate in tre grandi distribuzioni per cercare la presenza di un clone di stafilococco aureus, uno dei più pericolosi perché resistente agli antibiotici. A parlare sono le immagini shock di un operaraio addetto, che orina nella zona adibita agli animali, ed è caos sui social network.

I batteri possono passare direttamente dall'allevamento ad una persona, sia per contatto diretto che in maniera implicita, attraverso gli alimenti.

Questo, in poche parole, il riassunto del video trasmesso il 29 maggio su Rai Tre durante Report all'interno di una video-inchiesta di Sabrina Giannini dal titolo "Resistenza passiva" sugli antibiotici somministrati agli animali. Possono i batteri degli animali se resistenti trasferirsi a noi? E mentre la Danimarca, e soprattutto i Paesi Bassi, hanno ridotto il rischio di infezione negli ospedali facendo progressi importanti, l'Italia cosa fa? E in Italia? Nonostante gli esperti conoscano le cause non si mette mano seriamente al problema, anzi: non sembra esserci interesse a renderlo noto.

Inoltre, la porzione di allevamento pare fosse un'area isolata, destinata ad animali che "avevano manifestato dei problemi", come previsto dalla normativa vigente. "Però, poi vedi una cosa come questa e il minimo che ti puoi augurare è che sia solo un caso isolato" ha detto la giornalista. La redazione di Report è entrata all'interno degli allevamenti illegalmente, senza autorizzazione, ha contattato la nostra azienda solo dopo essere già entrata nella proprietà privata: "questa modalità di recupero di documentazione ci è sembrata fortemente scorretta e per questo abbiamo deciso di non rilasciare alcuna intervista". A livello europeo, dal 2006, ci si è mossi per proibire l'utilizzo di antibiotici come elementi promotori della crescita degli animali e la Commissione Europea ha elaborato delle linee guida che intendono regolamentare l'uso degli antibiotici.

In casi di utilizzo di antibiotico, gli animali vengono avviati alla macellazione solo dopo il superamento del 'periodo di sospensione', cioè il tempo necessario affinché il farmaco sia smaltito prima che l'animale venga avviato alla macellazione e quindi al consumo, condizione che viene puntualmente verificata dai veterinari pubblici, sia in allevamento, sia in fase di macellazione.

- Anche i risultati del Piano Nazionale Residui (PNR) del Ministero della Salute, piano di campionamento e analisi effettuato dalle Asl con lo scopo di verificare che i farmaci veterinari siano utilizzati correttamente secondo le norme nazionali e comunitarie, confermano che nelle produzioni zootecniche italianenon ci sono problematiche rilevanti per quanto riguarda residui di antibiotici pericolosi per l'uomo.