Raggi: Attacco montato ad arte dal Pd, ecco l'autocertificazione

Raggi: Attacco montato ad arte dal Pd, ecco l'autocertificazione

La polemica al rush finale della campagna elettorale era scoppiata proprio perché - accusava il Pd - la Raggi si era 'dimenticata' di autocertificare le due posizioni. Il giornale ha infatti scoperto due incarichi legali di recupero crediti -affidati dall'Asl di Civitavecchia - uno del 2012 e uno del 2014 per un totale di 13 mila euro - che l'avvocato non avrebbe dichiarato, se non nel 2015. Il lavoro di recupero crediti è avvenuto quasi tutto nel corso del suo mandato da consigliere, tra il 2012 e il 2015 (non è ancora chiaro se Raggi abbia concluso il suo incarico).

"Nel 2012 non era necessario essere iscritti nell'albo speciale se non ovviamente a quello degli avvocati", raplica però la diretta interessata. Oggi scopriamo, dopo che anche in Tv ci ha raccontato di vivere solo dello stipendio di consigliera comunale, che nel 2014 ha ricevuto dalla Asl di un Comune amministrato dai 5 stelle un incarico per recuperare soldi da uno cheoggi è morto.

Il Pd grida allo scandalo e Nicola Zingaretti chiede lumi all'Asl di Civitavecchia: "Non ne sapevo nulla". Un presidente della Regione, com'è ovvio, non interviene nelle singole decisioni gestionali che spettano agli apparati amministrativi. "Ma di sicuro - ha precisato - è mio dovere verificare che queste scelte avvengano nel pieno rispetto dei criteri di legittimità e opportunità". "Ho appena chiesto alla Asl di Civitavecchia - ha aggiunto - di relazionare sulle ragioni che hanno portato ad affidare l'incarico, il suo oggetto e l'importo e, cosa più importante, i risultati raggiunti dalla ASL grazie al lavoro che avrebbe dovuto essere svolto". Sorvolando sull'incarico dell'Asl di Civitavecchia. "Per colpa o per dolo siamo davanti all'ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico". L'incarico le fu poi rinnovato nel 2014. Solo nell'ottobre 2015, Raggi ha dichiarato l'incarico ricevuto e l'acconto da circa 1800 euro incassato. Questo perché "i cittadini vogliono sapere quali incarichi hai non quanto guadagni. Le cose stanno così, altro che tutto regolare". Nemmeno il tempo che la notizia si diffonda che dalla procura arriva però la smentita: nessun fascicolo è stato aperto sul caso delle consulenze del candidato sindaco Virginia Raggi, riporta un lancio dell'agenzia Ansa nel tardo pomeriggio, sottolineando come da fonti della procura non risulti allo stato nessun esposto all'attenzione dei magistrati. "Non sono amnesie, sono bugie e reato". "Questo dal punto di vista giudiziario". "È una vicenda politicamente molto rilevante". "Dal #M5S solo imbarazzi e #raggiri", twitta il senatore Pd Andrea Marcucci, mentre il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini posta, sempre su Twitter, oltre alla critica, l'intervista rilasciata dal magistrato e assessore in pectore di Roberto Giachetti: Alfonso Sabella aveva dato l'intervista all'Huffington Post sul caso contestato e il titolo recitava: "L'avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto". La replica della Raggi non si è fatta attendere: "Questa è l'ultima goccia di fango prima del ballottaggio".

"Noi siamo più forti. Mancano 48 ore e avremo finalmente la possibilità di voltare pagina".