Pd in crisi, Orfini verso dimissioni

Pd in crisi, Orfini verso dimissioni

"Il doppio incarico" di Renzi premier e segretario del Pd "non funziona, non fa bene al partito e non lo aiuta", e' l'affondo di Roberto Speranza, altro esponente della minoranza Dem. "Dobbiamo cambiar rotta e riorganizzare il partito che e' sfilacciato e non appare piu' credibile nella sua missione", esorta. D'altronde lo ha ammesso anche Giachetti al Corriere della Sera: "Il partito, purtroppo, più che un risorsa, s'è rivelato una tragica zavorra". "Non chiedo le dimissioni di nessuno ma se si perde in modo cosi' smaccato. ti devi porre il problema". Ha avuto un grande risultato e gliene diamo atto. E' almeno un decennio che va così. "In questo senso, e' possibile che gli elettori del centrodestra abbiamo votato i grillini al secondo turno" ma se al referendum gli italiani "non sceglieranno con le stesse categorie delle amministrative", le politiche "sono talmente lontane che mi sembra un discorso davvero prematuro". In più, al pari di Orfini, il Ministro Boschi è considerata una sorta di generale di Matteo Renzi. E questo accadra'. Quella sara' la sede in cui faremo le scelte, ma e' ovvio che abbiamo bisogno di discutere, da subito'.

"Chiunque abbia girato la città in questa campagna elettorale sa che i romani in periferia non ci criticavano per aver dimesso Ignazio Marino, ma per averlo eletto". Così Matteo Orfini, commissario del Pd Roma, su Fb all'indomani della disfatta elettorale che ha incoronato Virginia Raggi sindaca di Roma. Abbiamo il dovere della sincerita'. "E vale per tutti, prima di tutto per me". Un partito fatto da consiglieri che si trasformano in rappresentanti di interessi particolari, notabili appunto che "organizzano reti di consenso personale alimentate dalla gestione della cosa pubblica". Analisi che parte da mafia capitale, che ha travolto il Pd capitolino, e giunge fino al risultato del ballottaggio di ieri. La vera causa della sconfitta è Mafia Capitale, spiega,"Oggi siamo debilitati e convalescenti, prima eravamo nel pieno della malattia". C'era un partito respingente, c'eraun'amministrazione inadeguata, c'erano assessori cheinfrangevano le regole, più o meno consapevolmente. Il Partito Democratico a Roma, e non solo, ammette la sconfitta, mentre prepara la resa dei conti, anticipando la Direzione del partito, inizialmente prevista per lunedì 27 giugno, a venerdì 24, prima che il fine settimana porti via con sé i numerosi strascichi post-elettorali. Ma sappia che quel passato non tornero' mai.