Padre Dell'Oglio forse è ancora vivo: ne parla un ex jihadista

Padre Dell'Oglio forse è ancora vivo: ne parla un ex jihadista

Dopo l'arresto Saleh A. ha cercato di sminuire il suo ruolo nella cellula di cui faceva parte e il sospetto della polizia è che ora stia parlando semplicemente per una questione di soldi, cioè per il fatto di non aver mai ricevuto quei 10mila euro, che avrebbe dovuto trovare presso un parrucchiere di Parigi, per la consegna del video che non sarebbe andata in porto. È un fiume di confessioni e informazioni Saleh A., il jihadista pentito che ha permesso di sventare gli attacchi terroristici programmati a Dusseldorf, svelando l'esistenza del piano e denunciando i suoi complici.

Lo riporta Le Monde precisando che l'uomo, un rifugiato siriano di 28 anni, ha raccontato di essere alla guida, insieme ad Hamza C., di una cellula dormiente dello Stato islamico composta da una ventina d'uomini tra Düsseldorf e un campo rifugiati olandese.

Ma nel consegnandosi alla polizia francese e, rivelando i progetti di attentati Saleh, sperava di ottenere un trattamento di riguardo e lo status di "pentito".

Paolo Dall'Oglio, gesuita italiano, noto per essere il fondatore della comunità monastica di Mar Musa nel deserto siriano dove accoglieva non solo cattolici ma anche seguaci di religioni ortodosse, era sparito nel luglio 2013, mentre si trovava a Raqqa, la capitale siriana del Califfato. Dall'Oglio, espulso dalla Siria nel 2011 dopo aver scritto una proposta di pacificazione, era rientrato nelle zone del paese controllate dai ribelli per tentare di trattare la liberazione di un gruppo di ostaggi.

Si riaccende una luce di speranza per Paolo Dall'Oglio, il gesuita romano rapito in Siria nel 2013, molto conosciuto in Trentino per le sue collaborazioni con l'Assessorato alla Solidarietà Internazionale. Il sequestro tuttavia non è stato, ad oggi, rivendicato. Altri fonti invece sostengono che Dell'Oglio sarebbe vivo, ma sotto la custodia dell'ISIS, in Siria.