Leucemia: al Bambino Gesù di Roma il nuovo reparto di onco-ematologia

Leucemia: al Bambino Gesù di Roma il nuovo reparto di onco-ematologia

Nella giornata di ieri, martedì 31 maggio del 2016, il nuovo reparto di onco-ematologia è stato inaugurato in presenza di Mariella Enoc, presidente dell'Ospedale della Santa Sede, e di Beatrice Lorenzin, il Ministro della Salute. Ogni letto nelle stanze è dotato di multiple prese d'aria compressa, aspirazione e ossigeno come in terapia intensiva: fattori, questi, che permettono ai pazienti - al bisogno - di essere trattati in maniera subintensiva/intensiva senza essere trasferiti in un altro reparto. Al fine di prestare un servizio completo sotto ogni punto di vista è stato realizzato anche un apposito percorso per i genitori dei più piccoli che prima di entrare nel reparto dovranno comunque lavarsi ed anche cambiarsi d'abito indossando degli indumenti specifci. Sono alcune caratteristiche del nuovo reparto di Trapianto Emopoietico e Terapie Cellulari dell'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Le 7 nuove degenze si aggiungono alle 6 già esistenti, portando a 13 il numero dei posti letto dedicati ai trapianti di midollo, all'interno del Dipartimento di Onco-ematologia pediatrica e Medicina Trasfusionale diretto dal prof.

In questo reparto vengono curati i piccoli pazienti che devono essere sottoposti al trapianto di cellule staminali emopoietiche autologo o allogenico da diversi tipi di donatori: germano (fratello o sorella) HLA-identico, volontario HLA-compatibile, donatore famigliare HLA-parzialmente compatibile (la madre o il padre). Nel 2015 sono stati effettuati 111 trapianti di midollo allogenico e 32 di midollo autologo.

"In Italia, ogni anno, vengono realizzati 550 trapianti e un quarto di questi vengono realizzati al Bambino Gesù: quindi il 25 per cento abbondante".

Il Dipartimento di Onco-ematologia pediatrica e Medicina Trasfusionale dispone di un totale di 57 posti letto. L'Ospedale Bambino Gesù di Roma è un presidio ospedaliero pediatrico sempre all'avanguardia e ospita numerosissimi reparti nelle varie strutture che ha. Di questi, il 60% proveniva da fuori regione, il 205 dallo stesso Lazio, mentre il 20% da un paese estero. Ultima evoluzione deltrapianto aploidentico (con cui sono già stati trattati oltre 50 bambini) è l'infusione di linfociti T trasdotti con il gene suicida della caspasi 9 inducibile circa 14 giorni dopo il trapianto. Questo, spiega la struttura tramite il comunicato stampa "permette di ridurre il rischio di infezioni severe nei primi 3 mesi dopo il trapianto e di ridurre il rischio di ricaduta nei pazienti con leucemia acuta". Con questo termine si indicano una serie di tumori caratterizzati dalla proliferazione neoplastica di una cellula staminale emopoietica.