Il regista Sam Mendes lascia James Bond

Il regista Sam Mendes lascia James Bond

Tutti si stanno chiedendo: chi sarà il nuovo Bond?

Chi l'avrà vinta? Il regista che è riuscito a ridare smalto e incassi milionari alla serie con Skyfall e SPECTRE, Sam Mendes, ribadisce quello che i bondiani DOC ripetono inascoltati da giorni: James Bond non è una democrazia. Ora, gli ultimi rumor sostengono che tra i pochi cineasti che la Columbia sta considerando, ci sarebbe anche l'insospettabile Susanne Bier, la cui carriera è formata da opere tutt'altro che dal mood bondiano, e pensiamo a Dopo il matrimonio e Non desiderare la donna d'altri.

"Mi piacerebbe vestire i panni di James Bond" dichiara l'attrice al DailyStar "ma se dovessi scegliere un attore sceglierei Leonardo Di Caprio". Parole che fanno pensare che l'eredità di Daniel Craig non sarà raccolta da Tom Hiddleston. Non è X-Factor, non è il referendum sull'Unione Europea, non è una votazione pubblica. "La produttrice Barbara Broccoli è molto capace ed è per questo che il personaggio di Bond sopravviverà". Senza di lei, non ci sarebbe Daniel Craig, perché il supporto per Daniel ai tempi era zero.

Quello che infatti molti giornalisti e fan tendono a dimenticare è che uno dei Bond più amati della storia e già rimpianto da pubblico e produzione non è stato esattamente ben accolto all'annuncio, anzi. Anzi, la sua umanità, la sua debolezza e la sua virilità meno egocentrica del passato hanno di fatto traghettato un personaggio tanto misogino e datato (e prima di Casino Royale in piena crisi esistenziale) nel Nuovo Millennio cinematografico.

Sul suo successore ha detto: "Posso garantire che qualunque cosa accada, avverrà qualcosa di completamente inaspettato".

E soprattutto chi sarà colui, o colei, che andrà a dirigerlo.