Giornata mondiale senza tabacco, un terzo degli adulti sono fumatori

Giornata mondiale senza tabacco, un terzo degli adulti sono fumatori

Ha aderito anche l'ospedale di Careggi di Firenze alla giornata mondiale senza tabacco di oggi, 31 maggio 2016, promossa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con una campagna di sensibilizzazione per smettere di fumare. La ricorrenza è l'occasione per fare il punto sulla diffusione del tabagismo in Italia e nel mondo e per richiamare l'opinione pubblica sugli effetti negativi che comporta sulla salute fino, nei casi estremi, alla morte (a causa di tumori, danni al cuore e alla circolazione.).

Sono fumatori il 25 per cento dei marchigiani tra i 18 e 69 anni, il 21 per cento rientra tra gli ex fumatori e il 54 per cento è non fumatore. Spesso non in alternativa, bensì accanto alle sigarette tradizionali.

Se l'ammontare complessivo dei fumatori italiani raggiunge infatti la soglia degli 11,5 milioni di unità, pari al 22% del totale, un cospicuo 14% dei giovanissimi ammette candidamente di aver già provato al prima sigaretta introno ai 15 anni di età, spostando l'attenzione delle istituzioni su quella che viene a ragion veduta definita come "fascia a rischio", data l'intrinseca vulnerabilità e le difficoltà successive di invertire la rotta, una volta fatto l'ingresso della spirale del fumo.

Nel Centro Italia fumano di più gli uomini (30.4%), nelle regioni del Nord le donne (19.9%). "Dopo l'attuazione del regolamento, il tasso di sostegno pubblico per il controllo ha raggiunto il 94%, ciò significa che questo regolamento corrisponde alle aspettative pubbliche".

Prendiamo un fumatore medio, di quelli che accendono una decina di sigarette al giorno. In aumento, rispetto allo scorso anno, i fumatori cosiddetti "leggeri" (fino a 9 sigarette/die): sono passati dal 16,7% nel 2015 al 23,6% nel 2016. Il doppio, ovviamente, se si fuma un pacchetto al giorno, circa la metà se alle sigarette si preferisce il tabacco. Ma sicuramente la strada migliore per non ammalarsi è, ancora una volta, la prevenzione, dunque non cominciare mai a fumare o, per chi è caduto nel vizio, smettere il prima possibile, senza ricorrere a palliativi come la sigaretta elettronica, dove c'è comunque la nicotina e c'è comunque una sorta di dipendenza. Per questo la LILT Onlus si rivolge soprattutto ai giovani affinché fin da piccoli capiscano quanto sia importante stare lontani da abitudini pericolose, anche quando i propri genitori, amici e parenti fumano, dando un cattivo esempio che è però difficile per i giovani non imitare. Tra questi, fumatori che non hanno modificato le loro abitudini tabagiche (5.6%) o che hanno aumentato (0.5%), ridotto leggermente (5.6%) o drasticamente (9.5%) il numero di sigarette tradizionali fumate. E' stato dimostrato che fumare in gravidanza può provocare aborti spontanei, difetti di nascita, complicazioni alla nascita, rottura prematura delle membrane, placenta previa, pielonefrite, sono più comuni nelle donne fumatrici.

A chiusura del comunicato stampa sul consumo di sigarette Iss ricorda la possibilità di rivolgersi al Telefono Verde contro il Fumo 800554088, servizio al quale nel 2015 si sono rivolte 3600 persone per consigli e assistenza per smettere di fumare.