Comunali, decidono i ballottaggi. Boom M5S a Roma, travaglio Pd

Comunali, decidono i ballottaggi. Boom M5S a Roma, travaglio Pd

"E' un risultato storico". Importante il dato che riguarda la Capitale, dove hanno votato il 57,19% degli aventi diritto: oltre quattro punti in più rispetto al passato. La Appendino supera il 30% e il M5s conquista il posto di primo partito in città, battendo di un punto il Pd. Malissimo invece il PD a Napoli: non entrare al ballottaggio per la seconda volta consecutiva deve far riflettere. Risultano marginali a Roma e a Torino, con percentuali che non le rendono determinanti in vista del ballottaggio, mentre a Milano possono avere voce in capitolo al secondo turno. Giuseppe Sala è il simbolo di Expo, è il suo uomo, è il candidato di Renzi. Mentre il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta, fa balenare l'ipotesi di un appoggio a Virginia Raggi nel ballottaggio romano (poi smentito da Fi), l'asse Meloni-Salvini pensa al dopo. Agli altri non rimarrà che leccarsi le ferite e cercare giustificazioni più o meno credibili. Napoli dice che se attacchi il potere, Roma, il governo, anche se la tua città, la città da te amministrata è incubo e fetenzia come e più di cinque anni fa, ti rieleggono sindaco. Di fronte ad un "cappotto elettorale" è evidente che bisognerebbe fare una riflessione in seno al PD e il primo a riflettere dovrebbe essere il suo segretario, nonché premier, Renzi.

Il Partito Democratico del premier Matteo Renzi esce dalle elezioni di domenica ridimensionato dopo gli eccellenti risultati delle elezioni Europee del 2014, ed a finire sul banco degli imputati è proprio lo stesso presidente del consiglio. Nel 2013 il Pd al primo turno, da solo, aveva preso 267,605 voti, ora ne prende 200.790, perdendone circa 67 mila. Merola, Fassino e compagnia non appartengono assolutamente al "mood renziano e renzista" e questa è soprattutto la ragione che ci fa dire quanta distonia c'è, nel Pd, tra il voto nazionale (politico ed europeo) e amministrativo. D'altronde, le intenzioni sono chiare nelle parole del leader della Lega Nord: "Se non ci siamo al ballottaggio, voteremo chiunque tranne il Pd".

A Roma boom del Movimento 5 Stelle. E quindi è paradossale che forza italia e movimento 5 stelle non sostengano il referendum di ottobre, anche perché è una occasione storica per contendersi alla pari la leadership del paese.

A Torino Piero Fassino (Pd e altri) si attesta tra il 39 e 43% dei voti. I due risultati sono molto diversi da loro, ma rispondono probabilmente ad unica matrice. Buona anche la prestazione a Torino (dove il M5s diventa il primo partito) e a Milano dove i suoi elettori rischiano di essere l'ago della bilancia del ballottaggio. Vincenzo Napoli, il candidato del centrosinistra, ottiene oltre il 70 percento di preferenze. I giochi, al ballottaggio, sono tutt'altro che già fatti. Si deciderà al ballottaggio. Salvini può esultare per l'ottimo risultato di Bologna con Lucia Borgonzoni.

Napoli: exit Ipr-Piepoli, avanti De Magistris-Lettieri - Secondo il primo exit poll di Ipr-Istituto Piepoli per la Rai a Napoli in testa è Luigi De Magistris con una forchetta 43-47%, seguito da Gianni Lettieri con una forchetta 20-24%. Politicamente, non c'è nessun vincitore ma una folta schiera di sconfitti, Berlusconi e i partiti di protesta su tutti. Stefano Parisi ha condotto un'ottima campagna elettorale, riuscendo (e di questi tempi è un'impresa) ad unire tutto il centrodestra (persino NCD e Passera) in un unico schieramento, recuperando di fatto lo svantaggio con il quale si era presentato qualche mese fa. Tra queste a Napoli il candidato del Pd è escluso dal secondo turno.