Cava, un flash mob per Sara

Cava, un flash mob per Sara

"Mai più femminicidi!". E' questo l'appello ad unirsi e mobilitarsi contro la drammatica strage di donne.

A livello nazionale esiste un piano contro la violenza sulle donne, ma il problema sono i finanziamenti.

Una mobilitazione spontanea nata a carattere nazionale, dopo l'omicidio di Sara Di Pietrantonio, ammazzata dalla cattiveria del suo ex fidanzato. Cosa stiamo aspettando ancora?

"Chi colpisce una donna colpisce tutti noi". Tutto questo insieme ad una formazione e a una cultura che diventi parte della e permeata nella società, dalla scuola materna all'età adulta, perché le condizioni delle persone, che cambiando spesso creano i disagi e le reazioni che conosciamo, siano invece affrontate e superate da uomini e le donne in nome del rispetto reciproco, dell'affetto e di ciò che si è condiviso, per poco o per tanto tempo; insieme alle istituzioni che hanno il dovere di domandarsi se è stato fatto tutto quello che si poteva fare, o se sono necessari investimenti ed azioni correttive in materia; insieme all'uso del linguaggio comune; perché è un errore svuotare le parole del loro significato, sarebbe come svuotare le azioni del loro obiettivo. La vita non può essere strappata via, perché questi individui si sentono padroni delle vite delle donne, come se fossero oggetti di loro proprietà, da controllare e da annientare nel caso non si comportino come desiderato. Eppure dallo storico "Centro comunale antiviolenza Donatella Colasanti e Rosaria Lopez" attivo dal 1997 a sostegno delle donne vittime di abusi, violenza e maltrattamenti, arriva un grido di dolore sulle politiche imboccate dal Comune proprio nei confronti del contrasto alla violenza di genere. Questa è violenza machista, patriarcale, con radici culturali molto profonde che dobbiamo sradicare. La vita delle donne è una priorità urgente!

Passi in avanti sono stati fatti ma non sono ancora sufficienti; per fare il salto occorre una reazione collettiva fatta non solo di donne ma anche di uomini che siano in grado di superare pregiudizi e stereotipi legati al potere, alla gestione della famiglia, alla virilità, all'onore, alle aspettative ed alle desiderata che si ripongono sulla donna e che se non attese creano i disagi e spesso i disastri a cui assistiamo, fino al ruolo dell'uomo e della donna nella coppia e nella società tutta. Non restiamo in silenzio! Organizziamo un flash mob in ogni città. "Facciamo rumore, per rompere l'indifferenza, per chiedere alle donne che siedono nelle istituzioni di mettere questo tema al primo posto dell'agenda politica nazionale e locale!". Bisogna riunirsi in cerchi concentrici per un minuto e al segnale alzarsi, tenendosi per mano e dire all'unisono: "Sara saremo noi!".