Bud Spencer è morto. La sua ultima parola è stata "grazie"

Un murales di oltre tre metri a suggellare l'amore di Bud Spencer per la sua città, Napoli. Lo ha fatto in silenzio, come silenziosi sono stati gli ultimi suoi anni, poche apparizioni pubbliche e un "buen retiro" facilitato da qualche acciacco, ma soprattutto dalla convinzione di aver dato tanto al cinema italiano. La madre Rosa Facchetti infatti era clarense, e Pedersoli a Chiari ha lasciato tanti ricordi, e tanti amici. Non tutti sanno che ho anche scritto i testi per Ornella Vanoni e Nico Fidenco.

La carriera poliedrica di Bud Spencer è lunghissima. "E' ciò che mi salva".

Anche il sindaco di oggi, Massimo Vizzardi, si unisce al cordoglio. Ma un giorno ti svegli e c'è qualcuno che va più forte di te. "R.I.P #budspencer". Moltissime le immagini postate della coppia, tutte con messaggi toccanti: "Chi trova un amico trova un tesoro", "I cari, vecchi tempi" e via ricordando. Prima di conoscerlo come il grande Bud Spencer, Carlo è stato un grande sportivo praticando inoltre rugby e pugilato. Il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris ha poi postato su Facebook questa foto con la frase: "Ciao Bud... uomo grande e tenero".

Per Terence Hill (nome d'arte di Mario Girotti)è stato come perdere un fratello.

L'ADDIO AGLI SCHERMI - "C'è un'età per tutto: dal 2010 ha deciso di abbandonare gli schermi per la sua dignità".

Rientrato in Italia apre una propria società, sposa Maria Amato (la figlia del grande produttore Peppino Amato), nascono i primi due figli, scrive canzoni ottenendo un discreto successo. Prima rifiutato per le richieste economiche ma poi arruolato perché risulta il solo adatto alla parte di gigantesco e minaccioso partner del protagonista, Pedersoli incontra qui di nuovo Mario Girotti. Sì, caro Bud, i tuoi film continueremo a vederli lo stesso per tanti e tanti anni ancora. Mettere a tacere i cattivi è sempre stato il motivo che lo ha fatto diventare un paladino della giustizia, qualunque personaggio interpretasse. La sua scomparsa è stata molto sentita anche da quel pubblico che l'ha sempre seguito e sostenuto negli anni. Dopo aver abbandono l'università di Giurisprudenza e Sociologia, si avvicina finalmente al mondo del cinema debuttando con il film "Quo vadis?" del 1951.