Brexit: tracollo della sterlina, i mercati in crisi

Brexit: tracollo della sterlina, i mercati in crisi

Avvio pesantissimo per Piazza Affari, dove più di metà dei titoli, banche comprese, non riesce a fare prezzo e molti appena entrati agli scambi sono stati posti in asta di volatilità: gli indici Ftse Mib e Ftse All Share, calcolati solo sui titoli in contrattazione, fanno segnare un -11,66%. Le peggiori con una perdita del 20% al momento sono Intesa (a 1,8 euro) e Banco popolare, a quota 2,43. Meno accentuati (attorno ai due punti percentuali) i cali di Singapore, Bangkok e Jakarta, ma soprattutto tengono le Borse cinesi: sia l'indice del listino principale di Shanghai sia quello di Shenzhen perdono poco più dell'1%.

Crollo in tempo reale della sterlina sul dollaro. Il differenziale tra Btp e Bund si è impennato fino a 191 punti base in avvio in pochi minuti dai 130 della chiusura di ieri, con il tasso del 10 anni italiano in rialzo all'1,7%. Il Nikkei 225 cede il 7,9% a 14952,02 punti. La notizia, non affatto scontata, ha galvanizzato Farage, che dopo aver ribattezzato il 23 giugno come l'Independence Day ha chiesto le dimissioni del premier David Cameron, che a breve dovrebbe tenere un discorso.Intanto i mercati reagiscono violentemente alla notizia: la piazza di Tokyo arretra di oltre l'8%, la sterlina scivola sui minimi dal 1985 contro il dollaro a 1,3398 (-10,49%) mentre l'oro fa un gigantesco salto in alto fino a 1.330 (+6,15%), sfruttando la sua natura di bene rifugio.

La Brexit spinge poi verso i beni rifugio. Calano le quotazioni del petrolio in seguito al risultato del referendum.

Debole anche l'euro che apre in calo sotto quota 1,10 dollari, la moneta europea passa di mano a 1,0996 dollari e 111,98 yen. In un comunicato la Snb spiega che dopo l'esito del referendum in Gran Bretagna, "il franco svizzero è finito sotto pressioni rialziste" e "la Banca centrale svizzera è intervenuta sul mercato per stabilizzare la situazione e rimarrà attiva sul mercato". Il governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney, ha dichiarato di essere già pronto a "prendere tutte le misure necessarie per garantire la stabilità finanziaria e monetaria: le nostre banche dispongono di 600 miliardi di sterline in liquidità, e hanno la flessibilità necessaria a fornire investimenti per imprese e famiglie". Si tratta del valore più basso degli ultimi 30 anni. Il voto a favore della Brexit "abbassa le stime di crescita economica per la Gran Bretagna e l'Europa in uno scenario di incertezza elevata".