Brexit, Si in vantaggio secondo i sondaggi

Brexit, Si in vantaggio secondo i sondaggi

A detta di molti analisti, a risultare maggiormente penalizzati sarebbero i Paesi del Sud Europa che, con Londra, intrattengono uno scambio commerciale piuttosto elevato ricevendo da questa importanti investimenti. I colloqui sul nuovo status sarebbero molto più difficili.

"Qualsiasi famiglia sa che un divorzio è traumatico per tutti". Quali vantaggi manterrebbe e quali perderebbe?

In concreto però, nessuna indiscrezione è trapelata dopo la conversazione intercorsa fra Draghi e Juncker, né i sorrisi di circostanza hanno tradito alcuna emozione. Come per i nostri paesi, naturalmente, servono regole migliori e riforme; ma come per i nostri paesi o città prima di tutto ci vuole il coraggio e la volontà politica di cambiare in meglio e non di distruggere.Chi non crede all'Europa non lavorerà per averne una migliore e alla fine se ne andrà.

L'incertezza sull'esito del voto britannico, intanto, penalizza i mercati. Alcuni potrebbero sostenere che vi potrebbe essere l'interesse politico di mostrare alle opinioni pubbliche europee sempre piu' euroscettiche che l'uscita dell'Unione ha un costo.

Le condizioni per i giovani italiani che sbarcheranno in terra inglese in cerca di lavoro potrebbero diventare più ostiche.

Per quel che riguarda l'Italia, la Fondazione Bertelsmann ha valutato che l'impatto sul Pil italiano potrebbe essere valutato in una perdita dallo 0,06% allo 0,23%. Gia' molti operatori della City, infatti, stanno pensando di trasferirsi in altre borse europee e i loro dipendenti vedrebbero emigrare il loro quartier generale da Londra a Dublino, Amsterdam o Francoforte.

Secondo il presidente del Consiglio europeo, la Brexit "incoraggerebbe" tutte le forze radicali anti-Ue d'Europa ma anche "i nemici esterni che brinderebbero con lo champagne".

Cosa succederebbe in caso di Brexit? . Nella guerra dei birilli, quelli più deboli sono sempre quelli che soffrono di più e pagano lo scotto più alto. Una parziale attenuazione delle spese potrebbe giungere dal previsto deprezzamento della sterlina. Dal 2006 al 2015, Il Regno Unito ha ricevuto l'equivalente di 10 miliardi di euro in assegni di ricerca dall'UE. In sostanza si vedrà solamente se i capitali delle banche sono in grado di assorbire il colpo, e se non sono in grado dare la colpa al Brexit dando la stura al bail-in e coronando il sogno di creare pochi e grandi istituti di credito (il sogno della finanza mondiale da secoli). Ovviamente in Patria si parla delle conseguenze per l'economia interna, si sottolinea che impedire la libera circolazione dei cittadini europei in Gb, farà sì, per il principio di reciprocità, che gli inglesi che lavorano o vivono in un Paese Ue inizieranno ad avere difficoltà. Secondo le ultime analisi i paesi piu' colpiti sarebbero l'Irlanda, l'Olanda, il Belgio e il Lussemburgo, lasciando dunque un po' di respiro al Belpaese.

"Ci sarà una reazione severa, questo è certo", concede Paola Subacchi, economista della londinese Chatham House. Forse il 23 giugno si compie il disegno di cancellare politicamente l'Europa invasa a nord dagli Stati Uniti e a sud da Putin con la nuova finestra sul Mediterraneo lasciata aperta dalla Grecia.