Brexit, Cameron: sarà testa-a-testa

Brexit, Cameron: sarà testa-a-testa

Secondo il primo ministro che ha lanciato un appello al paese da davanti alla porta del numero 10 di Downing Street, il voto nel referendum sulla Brexit di dopodomani "è una decisione cruciale" per la Gran Bretagna. A poche ore dall'apertura delle urne per il referendum su Brexit, la tensione in Gran Bretagna si taglia a fette: resta una sostanziale parità tra le schiere di coloro che vogliono Londra fuori dall'Unione Europea e quelli che tifano per restare attaccati al Vecchio Continente invece di finire alla deriva. Un lasso di tempo nel quale ci si siederà attorno al tavolo per dettare ciascuno le sue condizioni.

I cittadini del Regno Unito sono attratti più dalle società di capitali che dalle imprese individuali o dalle società di persone. In questo caso i festeggiamenti del prossimo anno per l'anniversario del trattato di Roma assumerebbero ben altro tono e c'è chi teme un effetto domino, che potrebbe portare altri Paesi ad abbandonare l'Unione. Non è facile pronosticare a chi andrà la vittoria e lo stesso premier britannico, David Cameron, sostiene che sarà un testa a testa.

Cameron è un grande sostenitore dell'Unione Europea, e ha più volte ribadito la sua posizione a riguardo.

Cosi mentre in politica il fronte del Leave soffre dell'imbarazzo provocato da Farage, a prendere parte agli "ultimi sgoccioli" del dibattito pro o contro Brexit non sono solo esponenti dei partiti o imprenditori, ma anche attori, cantanti ed esponenti del mondo dello sport. "E' un grave rischio per la Gran Bretagna, per le famiglie britanniche, per i lavoratori britannici", ha concluso il capo del governo. Ne sono convinti l' economista Rodolfo Helg e l'esperto di diritto internazionale Gaetano Vitellino che lunedì 20 giugno hanno tenuto una conferenza sul tema all' università LIUC di Castellanza.