Auto inglesi: cosa cambia dopo la Brexit

Auto inglesi: cosa cambia dopo la Brexit

I media si esaltano per la petizione che chiede un nuovo referendum su Brexit, dopo il voto al referendum della scorsa settimana che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dalla ue. Mentre la "generazione europea", composta da ragazze e ragazzi che sono nati quando l'Unione Europea era già una realtà, ha votato a favore del Remain, quella parte della popolazione over 65 ha invece optato per l'uscita.

In poco meno di due anni, per effetto della Brexit, la Gran Bretagna dovrebbe separarsi definitivamente dall'Unione Europea.

"Prima di attivare l'articolo 50 (che nei trattati europei regola l'uscita di uno Stato dall'Ue, ndr.) dobbiamo determinare il tipo di relazione che vogliamo con l'Ue", ha spiegato Cameron prima di venire a Bruxelles.

In filosofia morale e in psicologia questo sarebbe un caso da manuale della cosiddetta "eterogenesi dei fini": concetto che definisce le conseguenze involontarie e inaspettate di azioni intenzionali.

Più rilevante e sconcertante è la reazione della Unione Europea. Questo cambiamento potrebbe assestare un duro colpo al turismo inglese, e se diminuirà la domanda di voli aumenteranno contestualmente anche i prezzi dei biglietti. Come riportano l'Huffington Post e Il Giornale.it, da ieri sul web circolano varie testimonianze di cittadini italiani che avrebbero firmato la petizione da Bergamo, Lurate Caccivio o Milano, aumentando così il numero dei sostenitori del "Bregret", il pentimento della Brexit. In questo modo il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, durante la sessione plenaria straordinaria a Bruxelles convocata dopo la vittoria della Brexit.

UNA MONETA UNICA INEFFICACE - Nel frattempo alla Commissione stanno provando ad agire come un governo vero ma senza che ci sia stato alcun cambiamento di legittimità popolare nei loro confronti: i nomi dei commissari rimangono espressione dei governi nazionali. Tra i capitoli più complessi su cui discutere c'è anche quello dei rapporti commerciali e dei dazi che dovranno essere previsti sulle merci per e da l'Unione europea. Come ad ammettere che l'immigrazione è stato l'unico motivo vero di dissidio con l'Ue, l'unico motore di una macchina referendaria rivelatasi nefasta, evidentemente. Questo aggiunge un ulteriore livello di incertezza, sia per l'Europa che per la Gran Bretagna, nello specifico.

Il voto per uscire dall'Ue consolida ulteriormente le fondamenta della nostra ipotesi di nipponizzazione dell'Europa: continuiamo infatti a prevedere una debole crescita globale, diffusa inflazione e tassi d'interesse più bassi. Ma tralasciando le macro conseguenze che inevitabilmente la Brexit si porterà dietro, i primi cambiamenti con cui i cittadini avranno a che fare saranno molto più pratici. "Vorrei che Regno Unito ora chiarisse la propria posizione, non domani mattina alle 9 ma al più presto", ha aggiunto. Le differenze non sono quelle tradizionali tra destra e sinistra, ma tra la paura ed il coraggio, tra un mondo basato sui muri e uno basato sull'apertura, sulla piazza, sul dialogo. E se da una parte ha riconosciuto che bisogna cambiare l'Europa, ha sottolineato che "nessuno dice come" e puntualizzato che "bisogna cambiare tutto, ma non l'essenziale". Quindi, ha ribadito: "Basta con questa storia che noi siamo euroscettici".

Per il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni (nella foto sopra assieme agli altri ministri degli Esteri riuniti a Berlino) "Una delle risposte che gli europei aspettano per dare una prospettiva al futuro dell'Europa riguarda la capacità di avere politiche comuni sull'immigrazione".