Arriva "Rita", la rendita integrativa per la pensione anticipata

Arriva

Dopo l'Ape (Anticipo pensionistico) si parla adesso di Rita. È questa la novità tirata fuori dal governo ieri.

In pratica, chi ha aderito alla pensione integrativa complementare e vuol sfruttare la nuova pensione anticipata "Ape" potrà ridurre gli effetti negativi delle penalizzazioni previste per l'uscita anticipata dal lavoro avvalendosi della nuova "Rita".

La sperimentazione per tutto questo inizialmente interesserà solo i dipendenti pubblici (verrà poi adeguata anche ai lavoratori privati, ma solo in un secondo tempo), e per le persone nate tra il 1951 e il 1953. In questo modo chi volesse lasciare il lavoro prima volontariamente vederebbe sì una penalizzazione ma a valere non sulla pensione ordinaria, ma sull'assegno integrativo.

Per ora non sono in vista nuove proroghe alla misura temporanea che era stata pensata per compensare, almeno in parte il taglio delle quote retributive dell'assegno per i lavoratori che accedono alla pensione con la massima anzianità contributiva - 42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne - prima dei 62 anni di età. L'Ape prevede, infatti, che ci sia la detrazione delle rate relative al microrimborso del prestito ottenuto per anticipare la pensione dall'assegno pensionistico e la detrazione sarebbe inversamente proporzionale al reddito con un minimo del 2% per ogni anno di anticipo (massimo il 6%) fino ad un 8% annuo per i redditi più alti, che corrisponderebbe ad un 24% di penalizzazione. Il lavoratore dovrà, anzi potrà (perché il pensionamento anticipato sarà su base volontaria) scegliere quale gli conviene.