Amadori, le immagini choc di Report

Amadori, le immagini choc di Report

Resta evidente la differenza tra generazioni: se a una fetta di giornalisti è consentito di andare in pensione prima dei 60 anni, un'altra difficilmente vedrà la pensione, date anche le attuali difficoltà di inserimento nell'attuale panorama editoriale e considerati i dati allarmanti che emergono dallo stato di salute dell'ente previdenziale della categoria. Questo garantisce che nella carne non vi siano residui di antibiotici, ma il pericolo rimane, perché i batteri resistenti possono diffondersi in primo luogo attraverso gli operatori degli allevamenti stessi. Il rischio di una pandemia dovuta a batteri resistenti agli antibiotici: nella puntata di domenica 29 maggio di "Report", il programma condotto da Milena Gabanelli, il reportage dal titolo "Resistenza passiva" di Sabrina Giannini ha trattato l'allarme lanciato dalla politica mondiale sull'apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione. La Danimarca, e soprattutto i Paesi Bassi, hanno ridotto il rischio di infezione negli ospedali facendo progressi importanti, e in Italia? La risposta è sì, possono. Non mette mano seriamente al problema, anzi: non sembra esserci interesse a renderlo noto. Secondo l'azienda il servizio dà una visione parziale dell'allevamento di suini perché le riprese sarebbero avvenute in un locale adibito al ricovero degli animali che presentano dei problemi.

Però diciamoci la verità: non bisogna concentrarsi soltanto sul caso Amadori e trasformare l'azienda in un capro espiatorio.

Innanzitutto, è stato precisato che le immagini risalgono a 6 mesi fa e sono state girate in una struttura che è, ormai, stata completamente ristrutturata. Animali allo stremo che non arriverebbero vivi al macello senza gli antibiotici: si stima che per 30 milioni di animali allevati in Italia corrispondano 1.300 tonnellate di antibiotici, uno dei consumi più elevati in Europa.

- L'azienda ha attivato da anni un piano di investimenti significativo per rimodernare e ristrutturare gli allevamenti pre-esistenti, e adeguarli ai più recenti standard di benessere animale e di biosicurezza. La gente si scaglia contro la pagina Facebook di Francesco Amadori, e commenta i suoi post, disdegnando i suoi prodotti, che sono tutto meno che "nostrani". Secondo quanto emerso dalla trasmissione, l'azienda aveva negato a Report questa possibilità. In casi di utilizzo di antibiotico, gli animali vengono avviati alla macellazione solo dopo il superamento del "periodo di sospensione", cioè il tempo necessario affinché il farmaco sia smaltito prima che l'animale venga avviato alla macellazione e quindi al consumo, condizione che viene puntualmente verificata dai veterinari pubblici, sia in allevamento, sia in fase di macellazione.

La redazione di Report è entrata all'interno degli allevamenti illegalmente, senza autorizzazione, ha contattato la nostra azienda solo dopo essere già entrata all'interno della proprietà privata: questa modalità di recupero di documentazione ci è sembrata fortemente scorretta e per questo abbiamo deciso di non rilasciare alcuna intervista.

La nostra azienda, dove tutti i giorni lavorano con impegno e passione oltre 7.400 persone, intende proseguire la propria attività in un'ottica di miglioramento continuo, di investimenti sul territorio e di attenzione al consumatore.