Alluvione a Parma, Pizzarotti indagato per disastro colposo

Alluvione a Parma, Pizzarotti indagato per disastro colposo

Il primo cittadino eletto nel 2012 con M5S, è stato iscritto nel registro degli indagati per l'esondazione del Baganza del 13 ottobre 2014. Nella stessa inchiesta, secondo quanto anticipato oggi dalla Gazzetta di Parma, risultano indagati anche il comandante della polizia municipale, i dirigenti della protezione civile regionale e di quella provinciale e l'ex responsabile del servizio tecnico di bacino.

Lo aveva annunciato il Movimento Nuovi Consumatori, che il sindaco "sapeva dell'arrivo dell' alluvione, ma non aveva fatto nulla, (LEGGI) la Procura si sta muovendo".

Il fascicolo originariamente era stato aperto contro ignoti dal sostituto Dal Monte pochi giorni dopo l'inondazione che mandò letteralmente sott'acqua la parte sud della città con milioni di euro di danni. Nulla per trapela sul fronte investigativo anche se l'attenzione degli inquirenti non sarebbe rivolta solo sulle eventuali inadempienze di Pizzarotti ma di tutto il sistema dell'allerta della protezione civile. Dopo le polemiche, che sono proseguite per mesi e mesi rispetto alla mancata comunicazione di allerta ai cittadini di Parma nelle ore immediatamente precedenti all'alluvione, che mise in ginocchio il quartiere Montanara e una parte della città, arrivano le indagini della Magistratura.

Per Pizzarotti è la seconda indagine: la prima, per abuso d'ufficio in relazione alle nomine al Teatro Regio di Parma, gli è costata la sospensione dal Movimento 5 stelle.

Questa volta Federico Pizzarotti si trova a dover rispondere dell'accusa di disastro colposo per l'alluvione di Parma del 2014.