Venezuela nel caos: vicepresidente annulla referendum per la revoca di Maduro

Venezuela nel caos: vicepresidente annulla referendum per la revoca di Maduro

Il Venezuela, il Paese con le più ricche riserve petrolifere accertate, è sull'orlo del fallimento per il basso costo del petrolio e la gestione dissennata dell'economia. Maduro accusa gli Stati Uniti di tramare contro i governi di Venezuela e Brasile.

Il presidente Nicolás Maduro ha annunciato un nuovo stato di emergenza in Venezuela per contrastare "le aggressioni straniere", mentre l'opposizione in piazza (e in Parlamento) chiede le sue dimissioni.

"Dobbiamo adottare tutte le misure per il recupero della capacità produttiva del paese, paralizzata dalla borghesia", ha dichiarato il presidente.

Il partito di opposizione di Caracas ha raccolto 1,8 milioni di firme per una petizione che chiede un referendum.

Ha annunciato che è "giunta l'ora" di "radicalizzare la rivoluzione".

Il Venezuela entra in una nuova, pericolosa fase di scontro politico dopo che il Presidente Nicolas Maduro ha esteso ulteriormente i suoi poteri in materia di sicurezza, distribuzione delle risorse alimentari ed energetiche. "Chiunque voglia fermare la produzione sabotando così il paese dovrebbe essere fermato, ammanettato e condotto davanti alla polizia penitenziaria".

La crisi economica che ha colpito il paese sudamericano è iniziata nel 2013, ma si è acuita negli ultimi mesi del 2016 e ha influito enormemente sulla vita quotidiana delle persone.

Non solo: ha richiamato l'ambasciatore venezuelano in Brasile, Alberto Castelar, a seguito dell'insediamento del capo provvisorio dello Stato, Michel Temer, conseguenza dell'impeachment subito da Dilma Rousseff, che il successore di Hugo Chavez ha definito "un golpe".

Nel 2015 il governo ha introdotto numerosi controlli che hanno reso più complicato ottenere le valute internazionali per fare acquisti all'estero. Beni di prima necessità e medicinali scarseggiano sempre più. Da ultimo la settimana lavorativa per i dipendenti pubblici e' stata ridotta a due giorni per problemi di approvigionamento elettrico.