Unioni civili, ecco cosa prevede il ddl Cirinnà divenuto legge

Unioni civili, ecco cosa prevede il ddl Cirinnà divenuto legge

Per lo scioglimento dell'unione il testo riprende gran parte delle norme relative alle cause di divorzio, potendo applicarsi anche le discipline acceleratorie oggi previste (come negoziazione assistita, accordo davanti al sindaco quale ufficiale di stato civile). Le parti possono stabilire, dichiarandolo all'ufficiale dello Stato Civile, di assumere un cognome comune, scegliendo tra i loro cognomi o di anteporre o posporre al cognome comune il proprio.

ADOZIONI - Il testo prevede che per 'assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso', le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole 'coniuge', 'coniugi' o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. I due partner contraggono "l'obbligo reciproco di assistenza morale, materiale e alla coabitazione", ma non il vincolo alla fedeltà come prevista invece dal matrimonio. A quelli che nella lotta sono invecchiati e a quelli che purtroppo non ci sono più, ha chi iniziato e chi ha saputo raccogliere il testimone: a tutti e tutte loro va sempre, ma oggi in particolare, la nostra riconoscenza.

VITA FAMILIARE: "Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato". Una montagna che Gian Luigi Gatta, professore di diritto penale alla Statale di Milano, è arrivato a contare in "29 effetti penalistici "indiretti e inconsapevoli" delle nuove norme". Il regime ordinario per quanto riguarda il patrimonio è la comunione dei beni, a meno le parti non decidano di versamento.

E' la parte che danneggia maggiormente gli eventuali figli di uno dei due partner, che oggi sarebbe l'unico beneficiario della pensioni di reversibilità, dell'eredita' e del Tfr maturato dal genitore. Ad essere sacrificata è stata innanzitutto la famigerata stepchild adoption, ossia la possibilità per un partner della coppia di adottare i figli naturali del compagno. Quello sui figli rimane così un punto controverso; saranno i singoli Tribunali, per via giurisprudenziale, a concedere la stepchild adoption valutando caso per caso. Nel primo caso l'unione viene definita come "specifica formazione sociale" per differenziarla lessicalmente dal matrimonio civile, anche se poi tutta la disciplina è sostanzialmente costruita in analogia con quest'ultimo.

I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di detenzione di uno dei due. Il convivente infine, in base al lavoro svolto, ha diritto di partecipare agli utili nell'impresa del partner. In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, al convivente di fatto superstite il diritto di abitazione per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se superiore a due anni fino ad un massimo di cinque anni.

Perché non c'è dubbio che, nel bene e nel male, la legge nota come Ddl Cirinnà sia riuscita ad arrivare in porto solo quando l'esecutivo ha deciso di metterci il suo sigillo e Renzi la faccia. Non vi devono però essere rapporti di parentela, affinità o adozione o matrimonio e unione civile. "Le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie", ha replicato Renzi citando l'amica ed ex assessore alla provincia di Firenze Alessia Ballini, famosa per le sue battaglie per i diritti civili che è morta a 41 anni. Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo hanno detto però che voteranno secondo le indicazioni del partito sulla fiducia, ma che sono favorevoli al testo sulle unioni civili. Questo è da considerarsi solo l'inizio di un lungo percorso per il quale continueremo a batterci, con la fiducia che a questo provvedimento ne facciano seguito altri.

La legge, di fatto, è stata imposta all'Italia dopo la condanna per discriminazione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 2015 per il mancato riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso. Ad astenersi sono stati due deputati del gruppo Misto: si tratta di Vincenza Labriola e Rudi Franco Marguerettaz. C'è questa idea - prosegue Lombardi - di voler creare un "simil-matrimonio": "è chiaro che personalmente non sono contrario a riconoscere i diritti delle persone ma questo è un ddl che dà un colpo mortale alla famiglia tradizionale oltre a predisporre la pratica dell'utero in affitto assai lesiva della dignità della donna".