SignAloud: i guanti per non udenti che traducono i segni in parole

SignAloud: i guanti per non udenti che traducono i segni in parole

La wear technology si arricchisce con SignAloud. Dall'America arrivano infatti i guanti che traducono il linguaggio dei segni. I due studiano economia aziendale-aerospaziale e ingegneria astronautica e per questo dispositivo hanno vinto il Lemelson-MIT Student Prize di 10mila dollari. "Alcuni usano input video, mentre altri hanno sensori che coprono tutto il braccio o l'intero corpo dell'utilizzatore. I nostri guanti sono leggeri, compatti e sufficientemente ergonomici da poter essere usati come accessorio di tutti i giorni, sul modello di un apparecchio acustico o delle lenti a contatto". Superata la fase del riconoscimento, i guanti inviano i dati tramite bluetooth ad un computer che è in grado di far corrispondere al gesto la parola o frase associata, riproducendola poi ad alta voce.

I SignAloud, riconoscono i gesti delle mani che corrispondono a parole e frasi nel linguaggio dei segni. Il prototipo è stato perfezionato e reso ergonomico nel laboratorio CoMotion MakerSpace dell'Università di Washington. "L'idea inizialmente è venuta fuori dal nostro comune interesse per le invenzioni e il problem solving - ha detto Azodi -. E, dato che siamo convinti che la comunicazione sia un diritto umano fondamentale, abbiamo deciso di renderla accessibile a un pubblico più ampio" ha voluto precisare Navid Azodi.

SignAloud vede come primo target di riferimento la comunità dei non udenti e tutti coloro interessati a imparare e lavorare con la lingua dei segni americana, ma presto potrebbero essere commercializzati anche per altri settori, come la tecnologia medica per monitorare i pazienti con ictus durante la riabilitazione, o anche nella realtà virtuale. Il loro sogno era di costruire qualcosa che potesse davvero avere un impatto positivo sulla vita delle persone, migliorandola, e sono riusciti a portare avanti il loro progetto grazie agli spazi e agli strumenti messi a disposizione dall'Università di Washington. E, a nostro avviso, sono stati promossi a pieni voti.