Scandalo Suzuki, errori sui test di consumi ed emissioni

Scandalo Suzuki, errori sui test di consumi ed emissioni

Durante la conferenza stampa i dirigenti di Suzuki hanno quantificato in 2,1 milioni i veicoli interessati da un problema gia' rivelato, anche se in forme e termini ben diversi, da Mitsubishi Motors poche settimane fa.

Il presidente della Mitsubishi, Tetsuro Aikawa Il presidente della Mitsubishi, Tetsuro Aikawa, lascerà l'incarico dopo lo scandalo delle emissioni truccate, mentre la casa automobilistica giapponese cercherà di risollevarsi con l'aiuto di Nissan. Secondo un comunicato dell'azienda, Aikawa, insieme al vicepresidente esecutivo Ryugo Nakao, se ne andrà il 24 giugno prossimo.

"Non è stato riscontrato alcun illecito come la manipolazione di dati sul consumo del carburante". In particolare, dopo le indiscrezioni di stampa che hanno portato il titolo a perdere a Tokyo il 15% prima di ritracciare leggermente e registrare un calo di solo il 9,4%, la casa automobilistica ha precisato di aver utilizzato una metodologia non conforme alle normative dettate dalle autorita' nipponiche nei test di resistenza all'aria e al rotolamento degli pneumatici.

Questo annuncio segue l'ammissione da parte di Mitsubishi di manipolazioni nei test sulle emissioni il mese scorso.

All'indomani del caso che ha coinvolto la Mitsubishi, il governo giapponese ha chiesto a tutti i Costruttori nazionali di verificare i dati di omologazione per i valori di consumo dei propri veicoli. Al momento Suzuki non vede per la vicenda un possibile impatto sui risultati finanziari previsti per l'anno fiscale 2016. Le conseguenze di natura finanziaria sono una delle maggiori fonti di preoccupazione per tutti i Costruttori coinvolti nel dieselgate e in tutti gli altri scandali collegati al tema emissioni.