Roma: doina matei, non sapevo di non poter usare fb

Roma: doina matei, non sapevo di non poter usare fb

VENEZIA Il procuratore generale ha chiesto il ripristino della semilibertà vigilata per Doina Matei, la donna condannata per aver ucciso con la punta di un ombrello la ventitreenne Vanessa Russo nel 2007 a Roma. La donna è difesa dagli avvocati Nino Marazzita e Carlo Testa Piccolomini.

Ho capito di aver compiuto una leggerezza, non pensavo che per una foto pubblicata su un giornale scoppiasse tutto questo scandalo. Me lo sarei immaginato quando un anno fa circa mi è stata concessa la semilibertà. Lo ha detto Doina Matei oggi davanti al Tribunale di sorveglianza di Venezia, rilasciando dichiarazioni spontanee, nel chiedere di riottenere la semilibertà, che le è stata sospesa per l'uso appunto di Fb con la pubblicazione di alcune foto. La donna ha spiegato che aveva scelto di andare sui social network per avere un contatto con il figlio che vive in Romania e per tenere un legame con gli amici. "Non usero piu i social".

Marazzita ha anche ricordato che, caso insolito, in udienza è stato ricostruito l'iter processuale che ha visto protagonista Doina Matei con "il clima pesante al limite del razzismo che lo ha accompagnato, con uomini che facevano il saluto romano e impedivano il dibattimento durante le udienze". COMPORTAMENTO IRREPRENSIBILE. A sostegno di Matei i suoi legali hanno prodotto numerose testimonianze e dichiarazioni scritte sul comportamento irreprensibile della donna nel suo iter carcerario tanto che non ha mai utilizzato in modo improprio neppure il cellulare (con numeri vincolati) di cui si era dotata mentre "sull'uso di Facebook", ha concluso, "non è stata fatta neppure un'indagine da parte della polizia giudiziaria".