Metroweb: Cdp sceglie Enel. Telecom fuori

Metroweb: Cdp sceglie Enel. Telecom fuori

Non esattamente un concetto liberista, ma questa è probabilmente una delle motivazioni che hanno contribuito alla scelta finale. Risponde così alle domande dei senatori presenti in aula il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, in un'audizione nelle commissioni Comunicazioni e Industria al Senato relativa ai nuovi assetti societari di Telecom, alla quale ha partecipato questo pomeriggio insieme al neo amministratore delegato Flavio Cattaneo.

GLI INVESTIMENTI La competizione fra Telecom ed Enel sulla fibra si sposta anche sui territori, con l'annuncio di entrambi i gruppi di voler fare di Perugia l'epicentro dell'ultrafibra a 1000 Mega.

La quota nel fondo Atlante è invece stata pari a 500 milioni, su 4,25 miliardi raccolti, e come andrà a finire lo si saprà solo tra cinque anni (salvo che il fondo non venga prorogato di anno in anno per altri tre anni, come già previsto nello statuto) ma dopo il primo investimento nell'aumento di capitale di BpVi, col fondo divenuto socio al 99,33% dell'istituto vicentino dietro versamento di 1,5 miliardi ci vorrà come minimo un re-rating del comparto bancario per sperare di tener fede agli obiettivi prefissati, tra cui un "rendimento circa del 6% per anno".

Questa attività "può diventare strategica. Non so - ha proseguito Recchi - quanto tempo è stato all'Enel chi se ne occupa adesso - in particolare il dottor Starace che ha fatto i commenti - e non so per quanto tempo si sia occupato di tlc". In Italia c'è molta gente che non ha bisogno della fibra. D'altra parte gli esperti di Mediobanca manifestano un certo scetticismo nell'ingresso di Enel nel settore delle tlc, che alla fine potrebbe rivelarsi piu' complicata del previsto. Le regole devono essere applicate a tutti, non solo a noi, e devono essere uguali per tutti.

"Fatto sta che mentre il nostro Paese è ancora in attesa del via libera di Bruxelles sul piano per la banda ultralarga - che 'dovrebbe arrivare a giorni', ha ripetuto ieri, ancora una volta, il sottosegretario Giacomelli - a Bruxelles potrebbero arrivare nel frattempo gli strascichi dell'italica contesa tra Enel e Metroweb perché - ha detto sempre Cattaneo - "...difenderemo in ogni sede i nostri interessi. "Se poi qualcuno si sente toccato questo è un altro paio di maniche", osserva.

Francesco Starace, Ad di Enel, non ha ricevuto ufficializzazione della preferenza degli azionisti di Metroweb, Cdp e F2i, per una vendita al gruppo elettrico della società che gestisce la banda larga a MIlano.