Ci si può fidare di Facebook?

Ci si può fidare di Facebook?

E' ufficialmente sceso in campo Mark Zuckerberg a difesa della sua creatura, il social network Facebook dopo che nei giorni scorsi sono scoppiate le polemiche in merito al servizio 'Trending' basato su una piattaforma che non sarebbe del tutto neutrale e che, in particolare, andrebbe ad 'oscurare' le notizie di stampo conservatore-repubblicano. L'accusa di faziosità arriva mentre è in corso la campagna elettorale, e ha sollevato le critiche dei repubblicani ma anche dei democratici, con molti osservatori che si sono anche interrogati sul ruolo di informazione svolto dai social media.

Ex dipendenti di Facebook hanno denunciato al sito Gizmodo che l'algoritmo del primo social network al mondo manipolerebbe le notizie, in modo da censurare fonti di area conservatrice.

Successivamente Tom Stocky, vice presidente della Search di Facebook, ha infatti ammesso che "gli argomenti popolari vengono prima tirati fuori da un algoritmo, poi verificati da parte dei membri del team" specificando che a questi dipendenti viene solo ordinato di "ignorare notizie spazzatura o argomenti duplicati, truffe o storie con fonti insufficienti". La società ha fornito diversi dettagli finora sconosciuti sul funzionamento dei Trending Topics, rendendo il sistema più trasparente come richiesto da diversi osservatori e dai suoi iscritti, e negando di avere penalizzato i contenuti di orientamento politico conservatore. Anche in Italia, dove sono 13 i siti di informazione che "influenzano" quello che ognuno di noi vede nel News Feed: Fanpage.it, Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Gazzetta, Libero, Mediaset.it, Msn.it, Rai.it, Sky.it, Tiscali e pure Virgilio. Il social network al momento prende tempo per controllare che tutto sia stato eseguito nel migliore dei modi e si prepara a consegnare al Senato tutto il materiale richiesto. Inoltre, con 167 milioni di utenti solo negli Stati Uniti che si informano tramite la sezione Trending Topics, Facebook ha anche il potere di influenzare l'andamento delle elezioni presidenziali 2016. "Se troveremo qualcosa che va contro i nostri principi avrete la mia rassicurazione sul fatto che prenderemo adeguate misure per affrontarlo". La reazione di Facebook alle accuse di faziosità dovrebbe garantire un ritorno alla neutralità nel fornire le notizie da parte del social network. Zuckerberg invita quindi i conservatori e tutti gli interessati di ogni parte politica a discutere sul tema nelle prossime settimane.

Ovviamente, anche questo articolo non lo troverete mai sui Trending Topics di Facebook, a meno che qualche redattore di buon cuore non lo inserisca a mano. Fino a quando sarò io a capo di questa azienda, sarà questo il mio impegno.