Cannes 2016 - Julieta: recensione del film di Pedro Almodóvar

Cannes 2016 - Julieta: recensione del film di Pedro Almodóvar

Pedro Almodovar sulla Croisette, un classico si può dire, ma l'attesa per il regista spagnolo era maggiore del solito questa volta, perlomeno per due motivi: con il fratello da sempre anche suo produttore Augustin è nella lista degli investitori off shore nell'immenso fascicolo mondiale di Panama Papers e "Julieta", ieri in concorso al festival di Cannes, è il suo ventesimo film. Un incontro inaspettato che riaprirà il vaso di pandora delle nostalgie, e dei ricordi di quella figlia perduta senza una spiegazione (fuggita di casa quando aveva solo 18 anni), e della sua relazione con Xoan, conosciuto per caso una notte in treno di tanti anni prima. Da qui scorrono le immagini della vita della donna, del suo sordo dolore e soprattutto dell'incomprensibilità di quello che è accaduto.

È impossibile sapere come un grande autore arrivi a un'idea e poi la scelga, ma dentro questo nuovo film di Almodovar sono così sfacciate le tracce del suo passato e i contorni del suo linguaggio, che davvero viene da pensare a un'opera messa assieme a tavolino (su spinta produttiva?), dopo due film folli ma a loro modo vivi - e singolari - come La pelle che abito e Gli amanti passeggeri.

Almodóvar porta un film dedicato alle donne e al loro mondo fatto di grandi sensibilità.

Ecco che Julieta rappresenta quello che è Pedro oggi, maturo, non troppo allegro a dirla tutta: "Le donne, le madri sono sempre state centrali nei miei film e mi hanno sempre rappresentato".

Come sempre ci sono i riferimenti cinematografici, "Pedro ti dice tutti i film che devi vedere - ha detto Emma Duarte - voleva che guardassi Ascensore per il patibolo per la camminata di Jeanne Moreau, Europa 51 di Rossellini, Quell'oscuro oggetto del desiderio di Bunuel e tanto altro" - ma Pedro Almodovar resta sempre al centro.

Julieta arriverà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 26 maggio; nel cast anche Daniel Grao, Sara Jiménez, Priscilla Delgado, Blanca Parés, Imma Cuesta, Dario Grandinetti, Michelle Jenner, Pilar Castro, Susi Sánchez, Joaquin Notario, Nathalie Poza, Rossy De Palma, María Mera, Mariam Bachir. In una lettera che forse non verrà mai spedita, Julieta rivela per la prima volta i propri sentimenti, tenuti nascosti per anni, nella speranza che portarli alla luce possa aiutare, se non a ristabilire un contatto con la figlia, ad affrontare se stessa, tentando di risanare una ferita mai riemarginata. Inizialmente avevo pensato di ambientare il film a New York, era già quasi fatta con la protagonista americana, ma non mi sentivo sicuro.

Le due protagoniste interpretano Julieta in due momenti diversi della sua vita.