Alfa Romeo Giulia rilancia il rating di FCA

Alfa Romeo Giulia rilancia il rating di FCA

Di pari passo Alfa Romeo ha dovuto per ora rinunciare al fin troppo ambizioso obiettivo di quadruplicare le vendite a 400 mila vetture, nonostante Fca abbia finora speso molto, "molto più" di 1 miliardo di euro solo per la Giulia a fronte dei 5 miliardi previsti per il rilancio dell'Alfa Romeo.

Giusto, il Cavallino rampante non appena si è informato sulla possibilità di liberare Max dal contratto con Red Bull (che aveva un paio di interessanti scappatoie) ha scatenato la pronta reazione di Helmut Marko che ha imposto l'inversione dell'abitacolo con Daniil Kvyat che è stato retrocesso alla Toro Rosso. Del successo della Giulia Marchionne non ha dubbi. Dal punto di vista tecnico, questa è la migliore espressione di quel che siamo capaci di fare.

AUTO E' finalmente arrivato il momento della verità: la prova in pista con la nuova Giulia Quadrifoglio, la più "cattiva" delle nuove Alfa Romeo in arrivo. Se dovesse farlo - ha dichiarato Marchionne - non lo farà come semplice fornitore di motori, ma come una vera e propria scuderia. Non c'è la posizione Race, che è prerogativa della Quadrifoglio, che sposta tutti i settaggi nell'area più prestazionale, ma in Dynamic la Giulia 2.2 D 180 cv offre una combinazione ottimale tra assetto rigido, risposta pronta del pedale dell'acceleratore e sterzo diretto, caratteristiche "vitalizzanti" che fanno addirittura pensare al mondo delle Alfa da competizione.

Da brividi il ritorno sule strade delle Madonie dell'Alfa 33/2 litri Daytona del 1968 (8 cilindri a V, 1995 cc, 270 cv), mitica sport prototipo protagonista nelle gare di durata e nelle cronoscalate di allora, e che conquistò la vittoria di classe alla Targa Florio del 1968. Attive di serie su Giulia Quadrifoglio sono anche le sospensioni Alfa Active che rimodulano la loro azione in base allo stile di guida e alla selezione del selettore DNA.

"Dipende dalla Giulia il rientro in F1 di Alfa..." Il pedale non ha un collegamento meccanico con la pompa freno ma è un pedale elettronico (come quello dell'acceleratore delle auto moderne) che trasmette un impulso alla centralina che gestisce la frenata sui quattro dischi, ottimizzandola e integrandola con il controllo elettronico di stabilità. Con quell'auto Sivocci percorse i 432 km del circuito delle Madonie (4 giri da 108 km ciascuno) alla media di 59,040 km/h, una velocità strabiliante per l'epoca, considerando soprattutto le insidie e le asperità del percorso. Ecco come parla l'Alfa Romeo della sua piccola! Una storia che, dopo oltre novant'anni, continua ancora oggi con la nuova Giulia Quadrifoglio.