"Voleva sposarmi": la fidanzata di Varani esclude sesso a pagamento con uomini

Il giovane è stato assassinato a soli 23 anni da Manuel Foffo e Marco Prato, che hanno confessato l'omicidio.

Caro Manuel, se me lo permetti mi rivolto a te con un confidenziale "tu" ma è solo perché credo di essere tra i pochi a comprendere i terribili momenti che stai vivendo.

Maso, ora ospite di una comunità di recupero in Trentino, sembra aver sentito una certa affinità con Manuel Foffo, uno dei due giovani arrestati per l'omicidio di Luca Varani, e per questo ha deciso di scrivergli una lettera, pubblicata oggi dal quotidiano Il Giornale. (...) Il peggio è che pure a fine corsa rimarrai la bestia feroce da escludere. Ho sempre visto mio figlio come un ragazzo maturo e responsabile per l'età che ha. Fra un quarto di secolo troverai qualcuno che ti riconoscerà per scacciarti e trattarti da feticcio per esorcizzare le sue nevrosi. In carcere per l'omicidio ci sono Marc Prato e Manuel Foffo.

Una storia durata nove anni: "Lui mi voleva sposare, tutti i giorni mi diceva 'dai amore sposiamoci, anche in segreto da tutti'". Lo invita a scrivergli, per potergli dare altri consigli di vita vissuta e suggerimenti, come quello di circondarsi di molti libri.

La fidanzata di Luca Varani, Marta Gaia, ha parlato ai microfoni di Chi l'ha visto?, la trasmissione di Rai 3, raccontando così a tutti la sua verità su quello che era il suo fidanzato ed annunciando, nel programma condotto da Federica Sciarelli ed in onda questa sera, mercoledì 13 Aprile 2016, che: "Lui non era quello descritto da Foffo e Prato". Anzi. "Non è la prima lettera di questo tipo che riceve - spiega l'avvocato Andreano - Io ho l'obbligo di difendere il mio cliente da tentativi di questo genere, per questo chiederemo al pubblico ministero se è possibile congelare la posta, in modo che la vedano prima gli avvocati e gli psichiatri e poi decideremo cosa consegnargli". E nega: "Non si sarebbe mai prostituito per nessuna cifra al mondo, stanno parlando di un'altra persona". La missiva, secondo quanto riferisce il legale, non è stata accolta con piacere da Foffo. I due killeri si accusano a vicenda.

Il mittente è, appunto, Pietro Maso che per impossessarsi dei soldi dei genitori, insieme a dei complici, li picchiò a morte con spranghe, tentò di soffocati, lì colpi ancora con calci.