Un flashmob per Giulio Regeni

Un flashmob per Giulio Regeni

La madre ha concluso dicendo "andiamo avanti insieme per lui e per tutto gli altri". A parlare da piazza Scala a Milano è stata Paola, la mamma di Giulio Regeni, ricercatore italiano dell'Università di Cambridge rapito in Egitto il cui corpo è stato trovato privo di vita al Cairo il 3 febbraio scorso.

Questo sito/giornale utilizza cookies anche di terze parti per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea per migliorare la tua esperienza e con le tue preferenze. "Dobbiamo stare insieme perché dobbiamo aiutare noi Giulio e tutti gli altri".

"Il colore giallo sta scorrendo per tutta l'Italia".

Il ministero degli Interni egiziano ha definito "infondate" le notizie pubblicate dall'agenzia, anticipando che le autorità "si riservavano il diritto di intraprendere azioni legali contro chi diffonde notizie false e illazioni". Lo stesso presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, si era in precedenza scagliato contro la stampa, colpevole a suo giudizio di mettere in pericolo il Paese diffondendo "bugie e accuse". "Dopo l'Italia - prosegue il giornale - la Gran Bretagna e gli Stati Uniti esortano l'Egitto a chiarire le circostanze della morte del ricercatore italiano". "Una democrazia non fa compromessi". I genitori, Paola e Claudio, sono intervenuti davanti a Palazzo Marino al flash mob organizzato da Amnesty International Italia per la campagna 'Verità per Giulio Regeni'. I Regeni erano a Milano per partecipare alla XXXI assemblea generale dell'associazione che lotta in difesa dei diritti umani, e hanno preso la parola per ringraziare gli attivisti e i cittadini presenti: "Il vostro sostegno è molto importante - ha detto il padre - Noi portiamo avanti la nostra lotta per Giulio e anche per tutti coloro che sono in difficoltà nei Paesi del mondo dove i diritti umani non vengono rispettati e riconosciuti".