Ue contro Google, abusa posizione dominante su Android

Si apre così un lungo contenzioso tra il commissario europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager, e Google, che ricorda quello che contrappose Mario Monti a Microsoft e che culminò con una mega-multa per il gruppo di Seattle.

Dopo le voci di corridoio circolate negli scorsi giorni, adesso sappiamo che la Commissione Europea ha inviato a Google e alla parent company Alphabet uno statement of objections, che riguarda un'indagine antitrust ufficializzata nell'aprile 2015. Un sistema operativo - ha spiegato - open-source e gratuito, supportato da numerosi partner hardware: un modello diverso da tutto quanto lo aveva preceduto. Ogni giorno li utilizziamo per leggere notizie, per gli acquisti online, per le previsioni del tempo.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. La Commissione europea accusa infatti la multinazionale di Mountain View di "abuso di posizione dominante" a causa del suo onnipresente sistema operativo Android. Tuttavia le compagnie con un ruolo dominante hanno la responsabilità di non abusare della propria posizione sul mercato per restringere la concorrenza.

Questa, è bene sottolinearlo, non è una condanna per Google. Inoltre, "tali pratiche sembrano impedire ad altri motori di ricerca, esistenti e potenziali, di accedere a questo mercato, mediante browser mobili e sistemi operativi". Nei contratti con i fabbricanti, Google subordina la licenza per installare Play Store su dispositivi Android alla preinstallazione di Google Search come motore di ricerca predefinito. Ha consentito a centinaia di produttori di costruire eccellenti telefoni, tablet e altri dispositivi ancora. Il portavoce dell'azienda Mark Jansen ha dichiarato "Tutti possono usare Android, con o senza le applicazioni di Google, i produttori di hardware e gli operatori possono decidere come usare Android e i consumatori hanno l'ultima parola su quali applicazioni vogliono usare sui loro dispositivi". Anche questo nuoce alla concorrenza. La Commissione ha trovato elementi che testimoniano che questa pratica abbia spinto i produttori a non pre-installare sistemi search-provider alternativi.

Un settore internet mobile competitivo è sempre più importante per i consumatori e le imprese in Europa. Nella comunicazione ufficiale inviata della Commissione UE a Google, si fa notare alla società di Mountain View la violazione delle norme antitrust europee.

Le accuse sono ormai fondate e Google potrà ora difendersi dalle accuse della Commissione: nel caso in cui non si dovesse trovare un compromesso, BigG si troverà costretto a pagare una multa pari a 74,5 miliardi.