Uccise ragazza con un colpo di ombrello: ora è in semilibertà

Uccise ragazza con un colpo di ombrello: ora è in semilibertà

Vanessa Russo morì dopo quasi un giorno di coma. La donna è stata riconosciuta e sono iniziati i post di alcuni utenti del famoso social che non le hanno perdonato il tremendo omicidio. "La donna ha ora il diritto di reinserirsi nella società".

Numerosi gli articoli di ripresa della notizia, la maggior parte di essi conclude con una tesi che appare più simile a una sentenza morale che a una chiusa giornalistica: nonostante la Matei avesse detto anni prima di volersi completamente ritirare a vita privata una volta scontata la condanna, sembra invece si stia ben godendo la vita. Doina Matei uccide Vanessa Russo infilandole un ombrello in un occhio. Al processo si sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere. La Matei ora, dopo nove anni in galera, è in regime di semilibertà. Tanti infatti fanno notare che i bei propositi affidati e scritti su Facebook come quelli in cui la Matei dice che "la prima cosa che farò quando tornerò nel mondo sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa".

Doina Matei ha scritto su Vanessa Russo che: "Lo devo, lo voglio, voglio stare vicina al mio angelo custode, a cui un destino tragico mi ha unita per sempre". "Dovresti vivere al servizio della famiglia che hai rovinato, cambia pure nome tanto resti un'assassina". Così l'avvocato Nino Marazzita, difensore di Doina Matei commenta la decisione di concedere la semilibertà a Matei. Il legale di Doina sostiene che la pena scontata dalla sua assistita sia stata portata a "livelli accettabili e proporzionati", citando il vissuto difficile che la donna si è lasciata alle sue spalle, e il diritto al nuovo inserimento nella società.

La romena (che viveva di piccoli furti sui mezzi pubblici della Capitale) tentò di fuggire, rintracciata poi dalle telecamere e condannata a 16 anni, come ha confermato anche dalla Cassazione. Certo, ognuno è libero di fare quello che gli pare, non c'è nulla di scandaloso.