TIM Prime sospeso, scongiurata l'azione Antitrust?

TIM Prime sospeso, scongiurata l'azione Antitrust?

Molti di voi saranno a conoscenza di TIM Prime, il servizio che offre vari contenuti ai clienti dell'operatore ad un costo di 49 centesimi a settimana; gratuito fino a questo momento, esso avrebbe dovuto diventare a pagamento dal 10 aprile 2016, ma proprio nella giornata di oggi TIM fa sapere attraverso un comunicato di aver deciso di sospenderlo.

A fine marzo l'Agcom aveva approvato un provvedimento di diffida nei confronti di Tim in riferimento alla manovra di rimodulazione dei profili base di telefonia mobile.

"La Società, con l'obiettivo primario di mantenere il rapporto di assoluta trasparenza con i propri clienti e di assicurare un confronto aperto, sereno e costruttivo con le Autorità, rende noto di aver sospeso l'applicazione di TIM Prime, nelle more dell'avvio delle interlocuzioni con le Autorità in merito e volte al lancio di nuovi e migliori servizi", si legge nella nota ufficiale di TIM. A quel punto, ha diffidato Telecom Italia a cessare la condotta.

Secondo l'Autorità, Tim avrebbe utilizzato in modo illegittimo la procedura prevista dal Codice delle comunicazioni per l'esercizio dello jus variandi, attivando a moltissimi clienti una nuova offerta con la tecnica dell'opt-out (che comporta una sorta di silenzio assenso). Al tempo stesso un aumento così consistente, che va a sommarsi all'aumento della componente canone mensile degli ultimi tre anni, presenta un alto rischio di esclusione sociale dalla c.d. rete di sicurezza, il cui accesso e altri servizi di base sono sottoposti agli obblighi di servizio universale.

AGCOM ha rilevato, infatti, come l'aumento del 300% del prezzo delle chiamate nazionali da linea tradizionale, in parte componenti del servizio universale, non appare giustificato da condizioni economiche generali, quali l'andamento dei prezzi al consumo o l'aumento del potere di acquisto degli italiani.