Telecom, pesanti ricadute occupazionali dal piano fibra di Enel?

Telecom, pesanti ricadute occupazionali dal piano fibra di Enel?

Simile il commento di Michele Azzola, segretario Slc Cigl, che denuncia la confusione del governo nella gestione del piano per la rete ultra-veloce "con continui cambi di direzione" e ora un'aperta contrapposizione tra un'operatore privatizzato (Enel) controllato però da un azionista pubblico (il ministero del Tesoro) e un altro privato, modello public company, ma a conduzione francese (Vivendi è primo socio e ha appena indirizzato il cambio alla guida favorendo l'avvicendamento tra Marco Patuano e Flavio Cattaneo).

Qualcosa si muove. Finalmente, anche l'Italia ha il suo piano per la banda larga.

Si parte subito, dicevamo, e con tempi sorprendentemente ristretti: secondo le parole del premier "Oggi rappresentano i territori che per primi godranno del progetto: Perugia, Bari, Venezia, Catania, Cagliari saranno le prime cinque città". A dare il fischio d'inizio alla rivoluzione digitale è stato il presidente del Consiglio che ha voluto così sottolineare: "Il futuro è arrivato anche in Italia, le infrastrutture sono il simbolo di questa ripartenza". "Non si distrugge un azienda che ha aiutato a far crescere il paese offrendo servizi". È la frase d'accompagnamento dell'hashtag #SaveTelecom, che da qualche giorno ha cominciato a circolare su tutti i social network.

"La rete elettrica come quella italiana si contraddistingue per la capillarità della struttura e la vicinanza, di gran lunga superiore a quella della rete telefonica", ha dichiarato Starace. Non solo perché il piano nelle mani di Enel potrebbe di fatto togliere spazio a Telecom, costringendola a ridimensionare il settore rete che oggi conta circa 15 mila dipendenti, ma anche per la fama del nuovo ad Cattaneo, da sempre dipinto come il manager dei tagli estremi, soprattutto in situazioni complesse come quella di Telecom, che oggi vede già circa 30 mila lavoratori in solidarietà. "Noi poseremo la fibra in case e aziende - ha ancora una volta chiarito Starace - e gestiremo la manutenzione della rete". Enel poserà i cavi in fibra senza abbinarsi ad uno specifico operatore di telecomunicazioni ma collaborando con le varie realtà e mettendo a disposizione di tutti gli interessati l'infrastruttura. "Stiamo trattando con Metroweb per fare una grande Metroweb" ha precisato Starace.

Se per ora si parte nelle zone (A e B) dove si opera in concorrenza (grandi città, capoluoghi etc), il vero salto di qualità avverrà con i bandi per le zone a fallimento di mercato, molte delle quali nel Sud, dove gli operatori da soli non avrebbero la forza di arrivare. Il calcolo sarebbe abbastanza semplice il 3,5% di Mediaset vale circa 150 milioni di euro e il 2,5% di Vivendi vale invece circa 870 milioni di euro: la differenza di oltre 700 milioni di euro sarebbe quindi la valutazione di Mediaset Premium oggi, che andrebbe quindi a Vivendi per integrarsi con la sua Canal+. Il Bando per questo tipo di interventi verrà pubblicato il 29 aprile.