Si è dimessa il ministro Federica Guidi

Si è dimessa il ministro Federica Guidi

E' finito coinvolto nella stessa inchiesta che ha spinto alle dimissioni il ministro Federica Guida, sua compagna.

Bufera nel governo e nella maggioranza all'indomani delle dimissioni de ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi per lo scandalo del petrolio in Basilicata. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunita' politica, rassegnare le mie dimissioni. E difende il progetto di estrazione di petrolio "Tempa Rossa": "Il progetto di cui stiamo parlando dà posti di lavoro, è una cosa sacrosanta da fare, aver consentito a delle persone di venire in Italia e fare degli investimenti è una cosa sacrosanta, io lavoro perché si creino posti di lavoro". "Continuero' come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese", scrive l'ex presidente dei Giovani di Confindustria, portata da Renzi due anni fa alla guida del dicastero dello Sviluppo. "Dovremo riuscire a mettere dentro al Senato se è d'accordo anche Mariaele (il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, ndr) - rassicura lei - quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte". Nelle intercettazioni nelle quali si assicura l'approvazione dell'emendamento, verrebbe citata "Mariaelena", chiaro riferimento alla ministro Boschi che come responsabile dei Rapporti con il Parlamento stava seguendo l'iter legislativo della Legge di Stabilità. Sembrerebbe che la Procura di Potenza presenterà appello contro tale disposizione del Gip. "E presentando l'ennesima mozione di sfiducia. Ripeto ancora, la notizia non sono le dimissioni della ministra Guidi, ma le non dimissioni della ministra Boschi e magari di tutto il governo", ha concluso Brunetta. Lo ha detto Gianni Cuperlo, commentando a Otto e Mezzo il caso che coinvolge il ministro delle Attività produttive Federica Guidi.

Il compagno le chiede se la cosa riguardasse i suoi amici e il ministro gli risponde: "Eh certo, capito?" In particolare - secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari potentini - i magistrati e i carabinieri del Noe stanno verificando gli effetti dello smaltimento degli scarti di produzione nei terreni, nello stesso centro oli e presso gli impianti di Tecnoparco, in Valbasento, e di altre ditte.