Renzi: ci auguriamo che governo Serraj lavori per interesse Libia

Renzi: ci auguriamo che governo Serraj lavori per interesse Libia

Il premier del governo di Salvezza nazionale, Khalifa Ghwell, ostile al governo unitario di Fayez Sarraj, appoggiato dall'Onu e arrivato a Tripoli via mare due giorni fa, "ha lasciato Tripoli". "Non c'è stato nessun colloquio su possibili interventi" durante gli scambi di opinione che ci sono stati ieri sera durante la cena di apertura del summit nucleare di Washington con gli altri leader, ha detto il premier.

Resta estremamente alta la tensione in Libia, dove il premier designato dall'Onu, Fayez al Sarraj, ha appena proclamato, da Tripoli, l'entrata in carica del governo di accordo nazionale (che non è riconosciuto dalle due autorità rivali in Libia occidentale e orientale).

Il consiglio presidenziale è arrivato a Tripoli da Tunisi attraccando alla base navale di Abusetta, dopo il fallito tentativo a bordo di un aereo per la chiusura dell'aeroporto. I cittadini intimoriti sono barricati nelle loro abitazioni e i negozi non hanno aperto i battenti. Lo ha riferito il Libya Herald, dopo che a Bruxelles il Consiglio Ue ha aggiunto il suo nome alla lista delle persone oggetto di sanzioni. "Denunceremo chiunque provi a lavorare per l'emittente".

"In Libia - ha detto Renzi con i giornalisti - si è fatto un errore qualche anno fa: ne abbiamo pagato tutti le conseguenze a lungo". Ibrahim al Jathran, il capo delle milizie petrolifere, ha annunciato il suo sostegno a Serraj.

"Non è il momento per gli ostruzionisti di frenare il progresso, ma per tutti i libici in tutto il Paese di abbracciare questa opportunità storica per una Libia pacifica e più prospera". Le principali città che hanno sottoscritto il comunicato sono Sabratha, Zawya e Zuara.

Secondo altre fonti, si sarebbe allontanato dalla capitale anche il presidente del National Congress, Nouri Abusahmain, che potrebbe essersi rifugiato a Zuwara, e con lui altri ministri del governo islamista. Col passare delle ore, dunque, cresce il sostegno al nuovo governo di riconciliazione nazionale libico del premier al Serraj. L'ambasciatore ha ricordato che le potenze mondiali hanno esortato la Libia a proteggere le sue ricchezze, e ha avvertito che le Nazioni Unite perderanno credibilità agli occhi del suo Paese se non riusciranno a consentire di arginare i danni. Per quanto riguarda l'Italia, si prospettano comunque tempi difficili nel caso in cui la guerriglia dovesse prendere piede.

"Il primo è quello del concorso alla stabilizzazione della Libia e la posizione è chiara da tempo: l'Italia è pronta ad assumere la leadershisp di una missione umanitaria di ricostruzione, a patto però che abbia una legittimazione internazionale e che ci sia la richiesta di un governo libico riconosciuto da tutte le parti in causa".