Referendum Olanda boccia trattato Ucraina. Ue: nessun impatto

Referendum Olanda boccia trattato Ucraina. Ue: nessun impatto

Lo schiaffo olandese si è fatto sentire a Kiev in maniera sonora, anche se oggi il presidente Petro Poroshenko, in visita in Giappone, ha accolto il 'no' alla ratifica dell'Accordo di associazione con l'Unione Europea senza troppa preoccupazione e facendo buon viso a cattivo gioco.

Per un soffio sopra al quorum del 30% gli olandesi si sono espressi massicciamente per il No, sbattendo la porta in faccia agli ucraini, anzi più precisamente all'accordo tra Ucraina e Unione Europea.

Ormai 27 Stati europei hanno ratificato l'accordo, inclusa l'Olanda appunto, e si aspettava solamente l'esito di questo referendum per capire che cosa ne sarebbe stato di lui, che nel frattempo è entrato provvisoriamente in vigore a partire dal primo gennaio di quest'anno. Chi si oppone all'accordo teme anche un nuovo afflusso di migranti, senza considerare i timori su un eventuale peggioramento delle relazioni con Mosca, da sempre contraria all'avvicinamento economico di Kiev all'Unione europea. Il presidente della Duma Serghey Naryshkin, intanto, ha smentito l'esistenza di una guerra con l'Ucraina, perché "se ci fosse stata la Russia l'avrebbe distrutta in quattro giorni". L'Aja ha guidato le indagini che hanno attribuito la responsabilità a un missile di produzione e probabile provenienza russa, sparato dal territorio controllato dai separatisti filo-Mosca.

Il paradosso è che l'esito più probabile del voto olandese potrebbe essere quello della divisione dell'accordo sull'associazione in due parti: rimarrebbe il vigore il trattato sul libero commercio, mentre verrebbe sospeso il capitolo sulla cooperazione istituzionale, quello che impegna l'Ucraina a omologare la sua legislazione e le regole nel campo dei diritti all'Ue, e a ricevere finanziamenti per riformare il suo sistema giudiziario.

Ancora una volta l'Olanda, anzi il popolo olandese, ha detto di no all'Unione europea. A gioire per i risultati anche i sostenitori della Brexit, secondo cui i risultati della consultazione olandese mostrano un'ondata di malcontento nei confronti dell'Ue che va ormai ben oltre i confini del Regno Unito. Aggiungiamo alla lista anche un quarto motivo: il "no" all'Ucraina può essere sì letto come un "no" a Bruxelles, ma anche come un'importante a Putin, che arriva direttamente dal cuore dell'Europa.