Referendum accordi UE-Ucraina, in Olanda vince il no

Referendum accordi UE-Ucraina, in Olanda vince il no

Questa è la mia visione politica. "Si tratterà di settimane, piuttosto che di giorni". Aggiungiamo alla lista anche un quarto motivo: il "no" all'Ucraina può essere sì letto come un "no" a Bruxelles, ma anche come un'importante a Putin, che arriva direttamente dal cuore dell'Europa. Governo, parlamento e senato vi hanno da tempo dato l'ok, ma con l'entrata in vigore di una nuova legge in Olanda che consente la convocazione di referendum previa raccolta di almeno 300 mila firme, una serie di movimenti euroscettici, guidati dal GeenPeil, ha chiamato a raccolta i cittadini facendo leva sui sentimenti anti-UE per opporsi all'intesa vitale per il nuovo corso di Kiev e il conflitto con Mosca.

Per quanto taluni, come il deputato di estrema destra Geert Wilders, ritengano che la vittoria del "no" sia da attribuirsi all'euroscetticismo ("gli olandesi hanno detto di no all'elite europea e non al trattato con l'Ucraina"), in realtà è proprio l'idea di consolidare i rapporti con Kiev a non piacere agli europei, dal momento ciò implica evidenti difficoltà nei rapporti, anche commerciali, con la potente Russia. Per questo hanno votato no in modo tanto chiaro, sempre che la loro volontà non venga ignorata, come è avvenuto in passato ogni volta che un popolo ha bocciato un progetto europeo.

Il parallelismo è così perfettamente confezionato che il capo degli indipendentisti britannici, Nigel Farage, animatore della campagna Grassroots/Leave.Eu a favore della Brexit, ha rivolto un appello agli elettori olandesi: votate "no", fate sentire la vostra voce contro l'Europa, date al continente un assaggino di quel che accadrà il 23 giugno in Inghilterra.

La strada è stretta e anche le soluzioni di "emergenza" che stanno affiorando in queste ultime ore sembrano davvero rischiose. Una questione che sulla carta non ha nulla a che fare con la vita quotidiana degli olandesi.

Ma c'è anche un altro fronte importante da tenere d'occhio e che sarà influenzato da questo referendum, quello russo-ucraino. Il presidente Petro Poroshneko, attraverso il suo servizio stampa, ha commentato i risultati ribadendo che l'Ucraina continuera' comunque ad attuare l'accordo di associazione (entrato in vigore il 1° gennaio), il quale - a suo dire - rappresenta un percorso verso la modernizzazione dello Stato ucraino e il rafforzamento della sua indipendenza.