Omicidio Varani: Marco Prato resta in carcere, negati i domiciliari

La verità sul delitto di Luca Varani appare ancora lontana ma le ultime notizie sul caso di cronaca vedrebbe i due assassini del 23enne, Manuel Foffo e Marc Prato uno contro l'altro rispetto a quanto non lo fossero lo scorso 4 marzo, giorno del delitto.

Il tribunale del riesame ha dunque respinto l'istanza di scarcerazione di Prato, avanzata dal legale dell'imputato, Pasquale Bartolo, che aveva chiesto per lui almeno la concessione degli arresti domiciliari. Il difensore del Pr aveva cercato di smontare l'impianto accusatorio del pm Francesco Scavo secondo il quale l'azione omicidiaria dei due era stata premeditata con responsabilita' identiche.

Il difensore di Prato, l'avvocato Pasquale Bartolo, nei giorni scorsi aveva sottolineato: "Come dichiarato dallo stesso Foffo quella notte i due ragazzi erano alla ricerca di qualcuno a cui fare male e non certo da uccidere".

"Quanto all'ipotesi di concorso nell'omicidio, è una tesi che non regge perché Prato si è limitato a contattare Varani invitandolo a raggiungerlo in quella casa per sesso e droga in cambio di 150 euro". Tra questi, oltre ai verbali degli interrogatori di Foffo, anche tabulati telefonici riconducibili al cellulare di Prato e relativi ai ripetuti contatti con Varani per indurlo a venire nell'appartamento del Collatino. Chi indaga auspica che dal computer possano arrivare elementi utili per lo sviluppo delle indagini.