Omicidio Luca Varani, Foffo: "Vip e politici nel cellulare di Marco Prato"

Omicidio Luca Varani, Foffo:

Il contenuto del telefonino, potrebbe anche chiarire meglio quali sono le responsabilità di Manuel Foffo e Marc Prato, i quali continuano a rimbalzarsi le accuse, sebbene il proprietario dell'appartamento degli orrori, giunto al suo sesto interrogatorio, abbia finora riconosciuto ogni sua responsabilità in merito al delitto di Luca Varani, dicendosi pronto a scontare l'ergastolo ma ribadendo la colpevolezza del 29enne Prato. Foffo, che si decrive come un ragazzo debole, istigato all'omicidio di Luca Varani dall'amico e complice, avrebbe detto di aver visto sullo smartphone di Prato: "cose orribili".

All'arrivo di Varani in casa "ci siamo guardati negli occhi ed è scattato qualcosa". "Io sono disposto a farmi l'ergastolo, ma anche Prato se lo deve fare, perché mi ha istigato e plagiato", queste alcune dichiarazioni. "Tutta la notte abbiamo parlato di questo", avrebbe detto Foffo nel corso delle nove ore di interrogatorio a cui è stato sottoposto. Quella maledetta sera del 4 marzo scorso, l'ignaro ventitreenne è stato drogato con la cosiddetta "droga dello stupro", affinché fosse reso totalmente inerme. "Abbiamo preso coltello e martello".

Il racconto di Foffo sull'uccisione del povero Luca Varani è davvero raccapricciante: "Nel delirio della droga ho assecondato la volontà e le devianze di Marco Prato".

Avevo paura. Marco mi accarezzava mentre colpivo Luca alla gola.

ATTI RISERVATI Per tutelare l'indagine è sceso in campo il gip che ha deciso, non soltanto di secretare ogni atto, ma addirittura di criptarle, in modo da rendere possibile l'accesso solo a chi ne ha diritto, lasciando traccia di qualsiasi consultazione. Tutto quel parterre d'eccezione che era solito frequentare gli aperitivi mondani di Prato e che avrebbe partecipato a serate "ad alto rischio", forse anche con minorenni. Il gioco della difesa è dimostrare il coinvolgimento pieno dell'altro indagato Marco Prato che però da un mese si è chiuso nel silenzio. Non è vero che Prato mi ha solo guardato e baciato sulla testa mentre succedeva tutto. Manuel Foffo ribadisce quindi di essere diventato "una preda" di Marc Prato "da quando ha filmato un nostro contatto a Capodanno".