Napoli, botta e risposta con Mediaset sul caso Bargiggia

Napoli, botta e risposta con Mediaset sul caso Bargiggia

Sembra non volersi arrestare la guerra tra Napoli e Mediaset.

Nel comunicato apparso sul sito ufficiale del Napoli viene espressa tutta l'indignazione verso un servizio "confezionato senza rispettare alcuna regola giornalistica, su tutte il controllo delle fonti".

Come noto, a scatenare il tutto, è stato un servizio relativo al futuro di Gonzalo Higuain che non solo non è piaciuta in casa azzurra, ma che ha portato la società ad una clamorosa decisione: quella di non far rilasciare più interviste ai propri tesserati, nemmeno allo stadio, all'emittente, il tutto "a prescindere da qualsiasi accordo commerciale". "Sono rimasto davvero sorpreso, e sono anche allarmato per il bavaglio che certi dirigenti del calcio vogliono mettere su un tema come il calciomercato che è anche un po' un gioco se vogliamo, cui i tifosi tra l'altro sono molto affezionati". "Siamo increduli -conclude la nota di Mediaset- sia per le minacce di violazione contrattuale contenute nel comunicato diramato il 30 marzo 2016 dalla Societa' Sportiva sia per le inaccettabili accuse di scarsa professionalita' lanciate contro i nostri giornalisti".

Anche lo stesso giornalista che ha firmato il servizio Paolo Bargiggia si è detto esterefatto ed anche preoccupato dalla dura reazione del Napoli, in quanto lui afferma di essersi limitato a riportare una notizia che gli era stata data da una fonte da lui ritenuta attendibile. C'è da dire però che ci sono tesi a favore di entrambe le parti in causa.

Novecentoquarantatré. Sono i milioni che ogni anno Mediaset e Sky pagano al calcio italiano: se non ci fosse, il sistema si sarebbe già disintegrato. Gli attacchi sistematici che la squadra riceve a mezzo stampa, nazionale e non, fanno ovviamente insospettire la piazza.

Per sua fortuna, Gonzalo Higuain in questi giorni è stato in Argentina. Contro i "poteri forti" e chi "tenta di destabilizzare un ambiente carico e sereno", questi i motivi della presa di posizione. Resta l'amaro in bocca perché, ancora una volta, i metodi di "difesa" del Napoli sono discutibili e mai inattaccabili.