Libia: il Premier ribelle è in fuga

Libia: il Premier ribelle è in fuga

Allo stesso tempo si registra l'irruzione di uomini armati nella sede della tv Al-Nabaa, ritenuta vicina all'amministrazione guidata da Khalifa Ghwell.

Per ora il nuovo consiglio presidenziale si è barricato nella base navale di Abusetta e da qui Al Sarraj ha dichiarato di voler rimanere fedele agli ideali della rivoluzione del 17 febbraio che ha deposto il leader Muammar Gheddafi. Serraj ha anche incontrato tutti i sindaci delle 13 municipalità di Tripoli e in particolare il consiglio comunale della zona centrale della capitale libica. Ed è stato accolto da alti ufficiali della Marina e da funzionari locali. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, parlando all'ambasciata italiana a Washington, a proposito del senso della leadership italiana sulla Libia. Il premier ha poi confermato il proprio "attaccamento alle istituzioni dello Stato con la partecipazione di tutti i libici" e al "cessate il fuoco". L'arrivo di Fayez al Sarraj, capo del governo d'Unità nazionale appoggiato dall'Onu, che ha scelto la capitale libica per proclamare l'inizio dei lavori del suo esecutivo, ha fatto precipitare la città in un clima di guerriglia. Khalifa Ghwell, capo del governo di Tripoli, esecutivo non riconosciuto dalla comunità internazionale, ha denunciato come illegale il governo di Sarraj.

"E' un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia".

Dal canto loro le milizie della mezzaluna petrolifera libica, poste a difesa dei terminal di petrolio della Libia, si sono schierate al fianco del governo di riconciliazione nazionale del premier Fayez al Serraj.

"Sosteniamo tutti insieme lo sforzo del Governo di al-Sarraj, finalmente a Tripoli". Sulla Libia abbiamo sempre detto che bisognava puntare sul tentativo dell'Onu, poi sul governo Serraj che sentiamo regolarmente. Nel documento indirizzato "al nostro popolo libico", si fa riferimento "alla situazione del Paese dopo l'arrivo del Consiglio presidenziale e del governo di concordia nazionale nella capitale Tripoli" e si sottolinea come la Libia attraversi un "momento delicato, una fase critica", mettendo in guardia da un "possibile peggioramento della situazione della sicurezza". Uno dei consiglieri di Sarraj, comunque, ha ostentato ottimismo, confidando all'Afp che "le reazioni sono state migliori di quanto avessimo sperato", e che "la situazione è buona". Gli altri sono il presidente del Congresso, Nouri Abu Sahmain, e Aqila Saleh, presidente della Camera dei deputati (Hor) che a Tobruk da mesi sta negando la fiducia a Sarraj.

"MEGLIO DEL CAOS". Una volta stabilizzata la Tripolitania, conclude, "nulla ci vieta di spingere perché anche Bengasi o nel Fezzan si possano creare governi regionali, eventualmente con l'obiettivo di federarsi nel lungo periodo".