Libia, il governo di Tripoli si arrende: potere a Serraj

Libia, il governo di Tripoli si arrende: potere a Serraj

L'incontro, stato a quanto riportato dai media, è stato presieduto dal vicepresidente del Gnc Saleh Makhzoum e ha radunato circa 94 deputati.

Le autorità di Tripoli del governo di salvezza nazionale di Khalifa al Ghwell - non riconosciute a livello internazionale - hanno annunciato ieri di lasciare il potere, cedendolo al governo di unità nazionale di Sarraj. Ma per un altro gruppo di rappresentanti che non hanno partecipato, l'incontro sarebbe illegale. In una nota diffusa il governo di Tripoli ha affermato di cessare la propria attività. Tale organo potrà di esprimere pareri vincolanti al governo di unità nazionale, espresso con una maggioranza decisa in base alle sue stesse procedure, entro 21 giorni dall'approvazione dei progetti di legge, prima che questi vengano trasmessi al parlamento, il quale potrà decidere se accettare o meno le opinioni del Consiglio di Stato.

La nota, di cui Afp ha ricevuto una copia, è stata pubblicata sul sito del ministero della Giustizia dell'esecutivo "ribelle" di Tripoli guidato da Khalifa Ghwell. In disaccordo anche Ansar al Sharia, gruppo jihadista attivo nell'est della Libia, che ha definito il premier designato Fayez al Sarraj "il nuovo Karzai della Libia", facendo un raffronto col presidente afghano, che i talebani hanno sempre considerato "un fantoccio al servizio dell'Occidente". L'inviato speciale dell'Onu Martin Kobler è volato ieri nella capitale per incontrare il premier designato Fayez al Sarraj, "per discutere di come andare avanti", mentre a Tripoli - ancor prima dell'annuncio dei 'ribelli' - saliva il consenso al governo di unità, anche tra la popolazione. Lo riferisce il Site.

Le tensioni in Libia non sono comunque svanite del tutto.

Il presidente egiziano Abdel Fattah Sisi ha sostenuto ieri che la comunità internazionale deve trovare una visione congiunta e che è imperativo appoggiare la formazione del governo di intesa nazionale e dell'esercito libico per creare sicurezza e ordine.