Inchiesta petrolio, il dossier anonimo sulle spese pazze di De Giorgi

Inchiesta petrolio, il dossier anonimo sulle spese pazze di De Giorgi

Quello che appare è la punta forse dell'Iceberg, nell'inchiesta petrolio in Basilicata che si è allargata in diversi filoni tra dossier che escono come funghi; quello sul ministro alle infrastrutture Graziano Delrio dei giorni scorsi e adesso quello anonimo recapitato in Procura a Potenza sull'ammiraglio De Giorgi e le sue spese pazze. E vendette contro i sottoposti anche per futili motivi. "Famosi - si legge - sono stati i festini organizzati dal comandante a bordo della Vittorio Veneto in navigazione, con tanto di trasferimento a mezzo elicottero di signorine allegre e compiacenti".

Un dossier spedito alla Procura di Potenza, a quella di Roma, alla magistratura militare ma anche a palazzo Chigi e al ministro della Difesa. Sempre sulla stessa nave in sosta a New York, "accolse gli invitati ad un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco appositamente noleggiato". Nell'inchiesta le accuse nei confronti di De Giorgi, napoletano 62enne, vanno dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio fino al traffico di influenze, stessi illeciti contestati a Gianluca Gemelli, compagno della Guidi già inquisito.

Vediamo le accuse principali contenute nel dossier. Il documento è stato consegnato da un militare della Marina sotto forma anonima perché, dice: Ho già pagato per non essermi piegato alle richieste del Capo di Stato Maggiore.

Stando al documento, si aggiungono "pranzi luculliani", soprattutto quelli consumati in un ristorante a Piazza del Popolo a Roma, dove l'Ammiraglio si recava per festeggiare in abbondanza gli step positivi che la Legge Navale aveva in Parlamento. "Questo dossier anonimo, che riferisce fatti in maniera strumentale - conclude la nota - dimostra una volontà di screditare l'immagine della persona del Capo di Stato Maggiore della Marina".

E poi ci sono i racconti più ingoloriosi: quelli che riguardano avanzamenti di carriera preclusi e aperti a chi era considerato fedele e infedele, nel pieno stile della Marina.

Tra i casi citati - continua il Corriere della Sera - c'è quello degli "Incursori che improvvisamente sono stati allontanati dal Comando di Varignano (unico posto dove avrebbero potuto continuare a mantenere l'addestramento non buttando alle ortiche anni e milioni spesi nella loro preparazione) e trasferiti dall'altra parte dell'Italia solo perché hanno fatto parte del gruppetto che nel corso delle prove del defilamento del 2 giugno, facendo scherzi con palloncini pieni d'acqua (è tradizione di tutti i militari che partecipano a tale evento), schizzarono Sua Maestà De Giorgi".

Due gli appalti segnalati nel dossier.

All'interno del dossier venuto fuori nell'ambito del caso petrolio si legge anche che Giuseppe De Giorgi nel 2013 "durante una visita a una fregata classe Fremm nei cantieri di Fincantieri per completare le ultime fasi di allestimento, non gradendo la ripartizione delle aree destinate al quadrato ufficiali e dei camerini destinati al comandante, ordinò ai dirigenti di attuare le modifiche da lui indicate". Servivano pochi spiccioli: 42 milioni e 986mila euro. "Per quanto riguarda la lettera relativa ai battelli sottili, si trattava di avviare un processo di studio/sperimentazione sull'applicazione delle nanotecnologie per le Unità Navali". De Giorgi avrebbe proposto il progetto al capo di Stato Maggiore della Difesa, l'ammiraglio Luigi Mario Binelli Mantelli, "chiedendogli l'approvazione a firmare una convenzione con la società As Aeronautical", società che "tecnicamente non esiste e non dispone di apparecchiature, né di maestranze all'altezza".