Inchiesta petrolio, De Giorgi indagato: "Ha speso milioni"

Inchiesta petrolio, De Giorgi indagato:

In primo luogo le modifiche da 42 milioni di euro che, nel 2013, dopo una visita alla fabbrica di Fincantieri a Muggiano, l'alto ufficiale pretese fossero realizzate all'area destinata agli ufficiali (quadrati) e ai camerini di comandante e ammiraglio e per la realizzazione di una cabina di plancia vista mare destinata al comandante nella nave Bergamini, fregata della classe Fremm ancora in costruzione.

Il documento sarebbe stato inviato a Palazzo Chigi e al Ministero della Difesa, ora al vaglio dei magistrati.

A sbrogliare la matassa in queste ore è un dossier di 30 pagine, pubblicato dal Corriere della Sera e in forma anonima perché è chiarito in calce al documento: "Non ho il coraggio di venire allo perché ho già abbondantemente pagato per non essermi piegato alle richieste del capo di stato maggiore". "O di quella volta, sempre da comandante della Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati ad un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco appositamente noleggiato", si legge. "Tutti sapevano e tutti, per paura delle sue vendette, tacevano circa l'uso improprio che l'ammiraglio, una volta diventato capo delle Forze Aeree della Marina, faceva degli elicotteri e soprattutto del velivolo Falcon 20 che in versione Vip lo trasportava continuamente come in un taxi (spesso in allegra compagnia da una parte all'altra dell'Italia, per l'esaudimento di interessi personali ma a spese del contribuente)". Spese folli che portarono alle dimissioni del direttore degli Armamenti Navali, l'ammiraglio Ernesto Nencioni. Una modifica che avrebbe comportato un aggravio di costi di 30 milioni di euro. Dire "infangamento" è troppo poco perché le accuse mosse nell'anonimo sono talmente lesive del prestigio e del decoro e sono riportate dalla stampa in maniera così feroce (è vero che si dà cenno che provengono da uno scritto anonimo ma sono cosí abilmente descritte che si lascia l'impressione che siano verità già conclamate) che il discredito derivabile sull'ammiraglio sarà purtroppo permanente ed incancellabile anche di fronte all'eventuale, accertata natura diffamatoria. Secondo l'accusa dei pm lucani, De Giorgi avrebbe chiesto l'intervento di Gianluca Gemelli per far sbloccare dal ministro Federica Guidi questi stanziamenti.

Sui punta dunque il dito su "comportamenti disinvolti" e "spese" milionarie di De Giorgi nello svolgimento nel suo ruolo di Capo di Stato Maggiore della Marina. "Tra le navi finanziate ci sarebbe anche un mezzo lungo 32 metri che a pieno carico arrivi a 70 nodi, ossia 110 chilometri all'ora". Quest'ultimo è il consulente dell'ex ministro Guidi, anche lui indagato a Potenza nell'inchiesta tempa Rossa. Il tutto con materiali stealth invisibili ai radar. De Giorgi riuscì a farsi approvare il progetto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Mario Binelli Mantelli, che prevedeva una convenzione con la società "As Aeronautical". A De Giorgi per questo presunto "scambio" vengono contestate le ipotesi di reato di associazione per delinquere, abuso d'ufficio e traffico d'influenza. Tutti gli atti sull'acquisto del superscafo risultano secretati e non sono mai state diffuse informazioni sul disegno del mezzo.