Flavio Cattaneo è il nuovo AD di Telecom Italia

Flavio Cattaneo è il nuovo AD di Telecom Italia

Telecom Italia ha comunicato il 21 marzo 2016 che l'Amministratore Delegato Marco Patuano ha rassegnato le proprie dimissioni. In precedenza, da aprile 2003 ad agosto 2005, è stato direttore generale della Rai, curando anche la fusione con Rai Holding e la separazione contabile. Si tratta di Flavio Cattaneo, a cui il cda dell'azienda ha conferito deleghe esecutive.

I cacciatori di teste contattati da Telecom avevano ristretto il campo a tre nomi: Cattaneo, Obermann e Tom Mockridge, già amministratore delegato di Sky Italia.

È Flavio Cattaneo il nuovo a.d designato per Telecom. Nominato Cavaliere del Lavoro nel 2011, è famoso alle cronache anche per il suo matrimonio con l'attrice Sabrina Ferilli.

A Cattaneo sono conferite "le responsabilità del governo complessivo della Società e del Gruppo, inclusa la responsabilità di definire, proporre al Consiglio di Amministrazione e quindi attuare e sviluppare i piani strategici, industriali e finanziari e tutte le responsabilità organizzative per garantire la gestione e lo sviluppo del business in Italia e in Sud America".

L'avvicendamento al vertice della compagnia di tlc ha seguito e, di fatto si è intrecciata, con l'analoga partita in Generali, dove la nomina a ceo di Philippe Donnet è maturata quando è stato ottenuto anche il consenso di Francesco Gaetano Caltagirone, azionista di peso nella compagnia triestina, di cui è vice-presidente, e componente del comitato nomine.

Un accordo in vista con Berlusconi? Una fitta e complicata rete di relazioni, che non riguardano solo una grande azienda come la Telecom, ma un orizzonte più complicato che lega l'Italia all'Argentina.

Lo riferisce una fonte vicina alla situazione. Spetterà infatti a lui gestire i diversi dossier sul tavolo: dalla vendita delle torri Inwit al futuro della controllata brasiliana Tim Brasil, passando per il taglio dei costi chiesto da Vivendi, che pare voglia una sforbiciata da un miliardo di euro in tre anni rispetto ai 600 milioni preventivati nel piano strategico firmato Patuano.