Figlio Riina su RaiUno, Associazione Caponnetto: "Indignati"

Figlio Riina su RaiUno, Associazione Caponnetto:

Le opinioni contrapposte sono il sale della democrazia e della libertà di stampa, ma al lavoro dei giornalisti spetta la selezione delle notizie da dare, il dovere di distinguere tra verità storica e propaganda: tocca a noi decidere se sia o meno interesse pubblico dare vetrina - sulla rete ammiraglia del servizio pubblico cui tutti contribuiamo con un canone - a un libro che celebra come famiglia "normale" la famiglia di Totò Riina, l'uomo che sconta 16 ergastoli per le stragi di mafia, consegnato alla giustizia e alla storia come il capo dei capi corleonesi nella stagione più sanguinaria della storia di cosa nostra. "Un ritratto sconcertante - afferma Vespa - ma per combattere la mafia bisogna conoscerla bene". È infatti parte di un'operazione della famiglia per far apparire il 'poveretto´ come un vecchietto che c'ha il 416 bis e quindi togliamoglielo. Porta a Porta, la longeva trasmissione di seconda serata su Rai 1, questa sera manderà in onda un'intervista realizzata da Bruno Vespa al figlio del Boss. Ma la polemica è aperta e rischia di lasciare il segno. Dopo la famiglia Casamonica al completo e il padre di Manuel Foffo (assassino di Luca Varani), il figlio di Riina sarà una passeggiata di salute. "Non si capisce quale negazionismo ci sia nell'intervista a Porta a Porta al figlio Riina- dice Fabrizio Cicchitto - L'intervista non è una esaltazione ma anzi è uno strumento per approfondire l'analisi di un fenomeno vedendo dall'interno un'esperienza fondata sull'assassinio e sullo stragismo, quella dei Corleonesi che ha costituito una delle espressioni più cruente e più pericolose della criminalità organizzata che fortunatamente lo Stato ha sconfitto".

Quando a Falcone qualcuno chiedeva se valesse la pena di rischiare la vita per questo Stato, GiovanniFalcone rispondeva: "conosco solo questo Stato".

"Tra poco - ha premesso Vespa prima dell'intervista - trasmetteremo l'intervista a un mafioso". Nella puntata di Porta a Porta di stasera saranno in studio, per commentare l'intervista al figlio di Riina, anche Luigi Li Gotti, avvocato di Brusca e Buscetta, e Antonio Emanuele Schifani, figlio di un componente della scorta di Falcone. "Non mi venne mai il sospetto che lui potesse essere dietro quell'attentato". "C'era - prosegue - una sorta di tacito accordo familiare, noi eravamo bambini particolari, il nostro contesto era diverso, abbiamo vissuto anche in maniera piacevole, nella sua complessità è stato come dire un gioco". Il forfait dell'ex segretario Pd è dovuto proprio alla famigerata intervista.

Indignato anche Roberto Fico del MoVimento 5 Stelle e presidente della Commissione di Vigilianza Rai che su Facebook domanda: "Il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto ha autorizzato la presentazione del libro del figlio di Riina a 'Porta a Porta' da Bruno Vespa?". La presidente e il direttore generale della Rai intervengano. "Ma che Paese è quello che consente a conduttori televisivi di emittenti di Stato di insultare le vittime di 'Cosa nostra' per mere ragioni che ci rifiutiamo di prendere in considerazione?" Durissima anche la presa di posizione del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e del segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, che hanno accusato Vespa di trasformare la trasmissione nel "salotto di famiglie criminali".

Siamo sicuri che questa Italia tuteli maggiormente le vittime della mafia rispetto a soggetti come Salvo Riina, figlio di Totò Riina, uno dei più grandi criminali italiani e del mondo?