Fabrizio Corona: "In galera mi è successo di tutto"

Fabrizio Corona:

I passaggi più significativi dell'intervista sono stati anticipati dall'agenzia di stampa Adnkronos.

Il suo racconto parte dall'arresto, dopo la fuga in Portogallo: "Non volevo che la mia vita finisse in galera". Ho cercato una soluzione. La detenzione prima nel carcere di Busto Arstizio e poi nel reparto Alta Sicurezza di Opera: "Nessuno può capire che cos'è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente". Il ricordo lavera la mente e il cuore, lo fa sanguinare. Di notte però capita spesso di svegliarmi all'improvviso e di non credere che sia finita. Non è stata una semplice detenzione ma non ho mollato: non ho mai pensato di togliermi la sacra vita che in quelle condizioni diventa ancora più sacra.

Oggi credo nuovamente nella giustizia e nelle persone che ricoprono ruoli importanti nella magistratura italiana. Corona senior, morto nel 2007, è stato un giornalista e art director che ha fatto un pezzo di storia dell'editoria italiana e proprio in nome dell'amicizia con Costanzo, Fabrizio ha deciso di essere al suo fianco davanti alle telecamere: "Lui nutre affetto per me". "Per la prima volta non ero più solo al mondo", ha espresso molto commosso Fabrizio Corona. L'ho vista diventare moglie, mamma e ho visto l'evolversi la sua carriera. Io e Belen oggi siamo due persone completamente diverse da quelle che si erano amate follemente e che avevano fatto della loro storia, innegabile, un romanzo nazionalpopolare con molti pro e pochi contro.

Durante il corso della "chiacchierata a cuore aperto" (che troveremo in edicola da domani, mercoledì 27 aprile 2016), Fabrizio Corona ha confessato: "Maurizio era legato a mio padre Vittorio". Non avrei resistito. Mio figlio mi ha dato la forza di andare avanti. Lui c'era. Andarlo a trovare al cimitero? "No. Mai. Per pudore, per vergogna, per averlo deluso", continua. Ma cosa sarà successo in carcere?

Eravamo in comunità e aspettavamo. Volendo fare i titoloni, si potrebbe dire: @fabriziocoronareal Sta tornando.

Aveva una paura tremenda di finire in carcere Fabrizio Corona, di tornare in quel luogo dove la sua vita già si era fermata una volta. "Tragga lei il significato di queste dure ma vere parole", spiega tra una pausa e l'altra. "Ho evitato tutto, ho evitato la vita comune nella galera", prosegue. Dall'omicidio che ha commesso? "In totale quattordici anni e due mesi".