Caso Regeni: Gentiloni, senza svolta misure immediate

Caso Regeni: Gentiloni, senza svolta misure immediate

Nel corso di un'informativa al Senato sulcaso del ricercatore italiano scomparso il 25 gennaio scorsoal Cairo, nel giorno dell'anniversario della rivoluzione dipiazza Tahrir, e trovato morto il successivo 3 febbraio suun cavalcavia di una strada nella periferia della capitaleegiziana, il ministro italiano aveva usato parole nette: "La ragione di Stato ci impone di difendere fino in fondo e neiconfronti di chiunque la memoria di Giulio Regeni, nel cui barbaro assassinio la madre ha visto palesarsi tutto il maledel mondo". Lui, nello specifico, è il vice di Khaled Shalabi, l'uomo che l'Anonimo ha indicato a Repubblica come colui che dispose la sorveglianza di Regeni prima del sequestro e poi la tortura. "Canale di piena collaborazione - ha insistito Gentiloni - vuol dire acquisire documenti mancanti, non accreditare verità distorte e di comodo, accertare chi sono i responsabili, accettare che chi sono i responsabili, accettare l'idea che l'attività investigativa possa vedere un ruolo più attivo degli investigatori italiani".

Mercoledì 6 aprile arriverà in Italia la delegazione di investigatori egiziani, portando con il dossier contenente tutte le informazioni che gli inquirenti egiziani sono riusciti a raccogliere sul caso Regeni.

L'Italia pretende la verità sulla vicenda dell'omicidio di Giulio Regeni. Paolo Gentiloni ha definito la collaborazione offerta dagli egiziani come "carente" e "insufficiente". L'arrivo della delegazione egiziana è attesa per stasera intorno alle 21.

Se non ci sarà "un cambio di marcia" nella collaborazione offerta dall'Egitto nelle indagini sull'omicidio di Giulio Regeni, "il governo è pronto a reagire con misure immediate e proporzionali e il Parlamento ne sarà tempestivamente informato".

In questo momento, da quanto si apprende, nel complesso sono ancora riuniti il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignato, il sostituto procuratore che si occupa dell'indagine Sergio Colaiocco e i vertici del Ros e dello Sco.

"E' necessario mantenere l'alto coordinamento tra le parti e la totale trasparenza per la quale l'Egitto ha molta attenzione", ha aggiunto il portavoce, sottolineando che per l'Italia quello di Regeni è un caso "difficile da digerire".