Anche la libreria De Luca dice no al volume di Salvatore Riina

Anche la libreria De Luca dice no al volume di Salvatore Riina

La palla, insomma, passa ai lettori.

E la parola, la "parola scritta" da chi è veicolata?

"Ma certo che ne avevo cognizione". E il discorso dell'identità. Pensiero assurdo, sbagliato, ingiusto, ma pensiero non-pensato, reazione di pancia, irriflessa.

Lei ha scritto nel post che poi è stato cancellato che è "orgoglioso di aver fatto catturare quell'animale di Totò Riina". Alla domanda invece su chi sono i pentiti risponde prendendo le distanze da questi: non si sta presentando in TV come tale. "E quando si dice che tutto e mafia niente poi è mafia". E ancora: "Non osate interferire nello scambio" che vogliamo fare. Quando un mafioso va in tv, ci va perché vuole lanciare un messaggio. Si coglie la palla al balzo e si parla di altro, ecco la mia impressione.

Va in scena "l'apologia della famiglia" per riaffermare i "valori" della vecchia Cosa Nostra da contrapporre alla nuova Cosa Nostra, il rispetto, il bene, la presenza solo questo conta per un figlio, il male assoluto esercitato su uomini innocenti capaci di rianimare il respiro di un paese che s'arresta non va giudicato o meglio non esiste. Spiegazione flash, sociologica e pretenziosa. Ce le cerchiamo, ce le costruiamo, ma sono solo costruzioni posticce, fragili, raffazzonate, e noi reagiamo a questa loro intima debolezza (delle nostre identità posticce) con tutta la violenza di una personalità disorientata e soprattutto spaventata. Esseri antimafia. Essere artisti. Che non è decidere se sia legittimo se intervistare o meno un mafioso. Joe Marrazzo ha intervistato Piromalli e Cutolo. Ho letto l'opinione di Claudio Fava e mi sembra sensata. Alcune hanno aggiunto che volendo sugli lo scaffali ci sono diversi testi che parlano della mafia. Non conosce la mafia, non sa quali sono le sue ottiche, i suoi segnali, le cose che riesce a dire. Tutto comunica, tutto informa, tutto è utile. Non voler sapere? Ascoltare sempre chi la pensa come noi? E Vespa avrebbe potuto chiedergli dei movimenti della famiglia, dov'erano stati. Era la liberazione da un incubo, la fine del simbolo dell'invincibilita' della mafia, della caduta di un mito e di un'intimidazione diffusa. E' una posizione da fanatici. "Ma allora non ci fu - ricorda Anna - lo stesso clamore mediatico suscitato da questo libro". Per questo su Riina non può non attrezzarsi e non intervenire. "Non dico più nulla...io lo compro il libro". Tra leggere il suo libro e non leggerlo, o meglio non avere l'occasione di leggerlo (perchè lo boicottano), preferirei leggerlo. "Ci stiamo preparando per la prima ristampa, viste le richieste che arrivano da tutte le parti e l'interesse dei distributori nazionali" annuncia trionfante Mario Tricarico, editore di Anordest.