Ammiraglio De Giorgi: "Non mi dimetto per i corvi"

Ammiraglio De Giorgi:

"Non ho mai pensato a una proroga del mio mandato ma se un capo di forza armata si dimettesse in seguito a questi tentativi, sarebbe un precedente assai pericoloso per una nazione democratica". A breve, inoltre, potrebbe essere aperto un altro procedimento penale, poiché De Giorgi, in merito al dossier contro di lui, ha presentato un esposto per calunnia. Quel dossier "è stato fatto circolare già anni fa", ribadisce, "è stato già analizzato dall'autorità giudiziaria senza dare esito ad alcun risultato e a nessuna prova di fondatezza".

"Sono fiducioso che la magistratura individui chi è il corvo e i propagatori di queste notizie che sono false", ha detto ai giornalisti.

Niente dimissioni. Il capo di stato maggiore della Marina ammiraglio Giuseppe De Giorgi, indagato per abuso d'ufficio dai pm di Potenza in una delle inchieste sul petrolio in Basilicata, è stato interrogato oggi negli uffici della Procura del capoluogo lucano. "Ho avuto un mandato naturale di tre anni e mezzo, francamente non mi aspettavo alcuna proroga prima e non me la aspetto ora".

AVVOCATO CHIEDE ARCHIVIAZIONE - "Abbiamo reso delle dichiarazioni sui fatti, non per spiegarli o per chiarirli, perché i pubblici ministeri sono molto bravi: non hanno bisogno né di chiarimenti né di spiegazioni, ha detto l'avvocato di De Giorgi, Pietro Nocita". Il Tribunale del Riesame ha infatti rigettato i i ricorsi su due posizioni "minori": resta il divieto di dimora per l'ex vicesindaco di Corleto Perticara (Potenza), Giambattista Genovese, e per l'ex dirigente della Regione Basilicata, Salvatore Lambiase. L'ipotesi è che De Giorgi abbia appoggiato la nomina del presidente della Port Authority per sostenere Gianluca Gemelli, compagno dell'ex ministro dello Sviluppo Federica Guidi che si è dimessa proprio per il caso Tempa Rossa.